TERMOLI DIALOGA SUL FUTURO. 24, 25, 26 LUGLIO 2018 | CONTATTI | EDIZIONE 2017 |

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Comunicati e News dal Festival del Sarà
27
Lug

La ricchezza del ‘made in Italy’ chiude il Festival del Sarà. “Investiamo sulle idee”

La fortuna è il talento che incontra l’opportunità. Questa frase di Socrate racchiude il senso della terza ed ultima serata del Festival del Sarà 2018.

Tanti ospiti hanno preso parte alla ‘tavola rotonda’ in piazza Duomo a Termoli ieri sera, 26 luglio, un crogiuolo di testimonianze provenienti da settori diversi del mercato ma uniti da un filo rosso: la passione per le idee innovative, che hanno alla base una visione del futuro e che producono ricchezza e lavoro. Sono alcuni degli esempi imprenditoriali di eccellenza ‘made in Italy’ – Molise compreso – che escono dall’ombra del campanile per aprirsi al mondo.

Un messaggio di ottimismo e di fiducia nel futuro quello emerso dal dibattito moderato dall’ideatore del festival, Antonello Barone, che ha ricordato da subito all’uditorio come il nostro Paese sia tra le 10 potenze economiche mondiali.

Lino Cutolo, Ad della Compagnia mercantile d’Oltre Mare – Ciao il pomodoro di Napoli, è “un uomo che si è fatto da sé”. Partito da una piccola realtà del Sud, oggi esporta “il prodotto e il saper fare della sua terra” in circa 90 Paesi. Un passaggio con lui sul salsificio molisano che, come ricorda Barone citando un recente articolo di Primonumero, potrebbe essere venduto ad una società di Salerno. “Io stesso mi considero un bosone di Higgs nell’universo del pomodoro” asserendo che l’azienda molisana probabilmente non è riuscita ad assumere la giusta posizione commerciale.

Raffaele Mauro è manager di Endeavor Italia, una no profit che supporta le imprese in fase di espansione e che oggi è presente in 30 diversi Paesi. Il suo invito agli imprenditori nostrani è di non sedersi sugli allori ma di aprirsi al mondo. “L’Italia non deve diventare una Silicon Valley, le tradizioni vanno preservate ma bisogna agganciarle alla tecnologia”.

Carlo Bevilacqua Ariosti, project manager di Areté, si occupa di offrire consulenza strategica alle imprese per rendere il Made in Italy competitivo nel mercato globale. “Bisogna capire oggi quello che succederà domani, è un’attività costantemente rivolta al futuro”.

Nicola Cesare, Ad di Cesare Group, con la sua La Vida Medical a Termoli ambisce a espandere nel mondo una piattaforma di intelligenza artificiale applicata al settore medico. È partito dal nostro piccolo territorio e tra i suoi obiettivi c’è il ‘marketing territoriale’. Il suo ‘tagliando della salute’, “il nostro primo prodotto-servizio venduto” sta diventando un marchio e l’idea è di renderlo uno dei nodi di una rete allargata di accoglienza turistica.

Discorso che si lega indissolubilmente alle idee di Maurizio Goetz che di mestiere fa appunto il ‘destination manager’ e che è un esperto di marketing territoriale e turistico. “Oggi il turista non vuole vedere semplicemente un luogo ma con un viaggio vuole acquistare un’esperienza” che compendi la storia di quel territorio. E allora bisogna creare un ecosistema di partner per offrire al turista tutta una serie di servizi, apparentemente slegati tra loro. “Il problema (a livello turistico, ndr) dell’Italia non è certo l’assenza di bellezza” ma l’assenza di integrazione tra vari aspetti del pacchetto-viaggio.

Affidato alle parole di Berlusconi, in una intervista di Barone, l’elogio del Molise che “non ha nulla da invidiare alle bellezze di Austria o Svizzera”.

Roberto Zarriello, direttore di Resto al Sud, testata giornalistica che racconta “chi resiste” nelle terre che i più abbandonano, ha sottolineato come l’investimento sulle idee possa cambiare davvero il nostro Paese.

Presente anche Alberto Vaccarella per lo stabilimento Sorgenia di Termoli, la cui avventura imprenditoriale nel nostro territorio è iniziata nel 2001. Quella che rappresenta è una rarità tutta italiana nel mercato dell’energia.

Dario Oggiano di Arago Design è il ‘padre’ del simbolo del Festival, il ‘salva pecunia’ definito da Barone “non solo un oggetto ma qualcosa di metafisico”. Alla base del suo lavoro c’è il trasferire la propria emotività, il proprio bagaglio umano, in un oggetto.

Si è discusso di diritti e tutele, in questo panorama lavorativo definito ‘Quinto Stato’. Per Nicola Cesare il Decreto Dignità non centra il nodo del problema che lui ravvede piuttosto nella cultura del lavoro, della formazione e dell’innovazione. “Tra sicurezza e futuro io sceglierei quest’ultimo perché le sicurezze ‘ammazzano’ l’inventiva e sono l’anticamera dell’infelicità”. Per Raffaele Mauro l’evoluzione normativa non riesce a tenere il passo della velocità del cambiamento e ci vorranno anni per trovare un nuovo equilibrio. E ricorda Marchionne, uno degli “acceleratori del talento”, affermando che “a salvaguardare i diritti dei lavoratori ci pensano anche i grandi manager” e che se la Fiat fosse fallita allora sì che ci sarebbe stato un dramma.

Anche un accenno ai social per dire che, se ben utilizzati e pensandoli non con i soliti cliché, possono aprire tante porte e, come nel caso di InstaGo, fornire un’occasione di crescita ai territori raccontandone le peculiarità, compresi eventi come il Festival del Sarà.

La visione del turismo, che deve illuminare anche la nostra piccola realtà, per Goetz deve essere continuativa nel tempo e dunque anche quando c’è un avvicendamento politico nell’Amministrazione. Deve improntarsi inoltre alla collaborazione con i territori limitrofi. La grande sfida è mettersi insieme, ad esempio a livello regionale, perché “nessuno ce la può fare da solo”.

ringraziamenti di Barone sono andati a Primonumero.it e a Kcomunicazione, promotori della manifestazione, al Comune di Termoli che ha dato il suo patrocinio, agli sponsor (in primis la famiglia Vincitorio) e ai partner (Sorgenia, Ciao e La Vida Medical).

Nel salva pecunia, a fine serata, come di consueto sono finite le tante idee e speranze degli ospiti per il futuro: la capacità di rimettersi in discussione sempre; la passione da infondere in qualunque mestiere; la capacità di guardare le cose in maniera diversa, anche controcorrente, ‘volano’ questo da cui nascono le idee migliori; il fare le cose con alta ambizione ma basso ego e umiltà; una nuova forma di saluto, “Cosa possiamo fare insieme?”, che esemplifichi la volontà di unire persone/settori diversi e che diventi quindi un modo nuovo di agire per lo sviluppo; il non aver paura del futuro e il coraggio di immaginare e sognare, nella vita come nel fare impresa; l’assenza di alibi perché “il futuro dipende da noi”; il continuare ad emozionarsi; il concetto di Europa come patrimonio che veicola orizzonti più allargati che contrastano il provincialismo e, da ultimo, la voglia di giocare, un approccio da conservare anche da adulti.

C’è stato un po’ di tutto questo a Termoli con il Festival del Sarà.