DIALOGHI SUL FUTURO. 26 LUGLIO 2020 | HOME | CONTATTI | PRESS |

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Comunicati e News dal Festival del Sarà
27
Lug

Sostenibilità, ecologia, formazione: ripartire da qua per superare una crisi senza precedenti

Un’ora e mezza di confronto, a tratti serrato, sulle strategie possibili e le idee per la ripartenza. Uscire dalla pandemia più forti, acquistare consapevolezza che le cose non saranno più come prima, mettere sul tavolo le carte migliori per vincere la partita con la storia. Il Festival de Sarà edizione 2020 si cala in uno scenario metaforico come il gioco di neon, luci e specchi di Nanda Vigo, installazione al Museo di arte contemporanea di Termoli.

Luci e penombra, atmosfera che interpreta in maniera perfetta le incertezze del momento: qui domenica sera, a partire dalle ore 19, si sono immersi organizzatore e ospiti del Festival del Sarà. Una edizione particolare, alla presenza di un pubblico ristretto, seguita in streaming e condivisa. Proprio la condivisione è una delle chiavi di lettura che le menti illuminate invitate da Antonello Barone (che dopo 72 incontri on-line nella fase dell’emergenza covid torna al faccia a faccia con i suoi ospiti) hanno elaborato dal dialogo sul futuro che ci aspetta, segnato da uno dei momenti più difficili della nostra storia, passaggio tra la paura e una recessione senza precedenti.

Ma contro la sfiducia e la difficoltà arriva l’opposizione lungimirante dell’azione umana. Ricucire, rammentare, rimettere insieme i pezzi per ripartire: questo lo spirito del Festival che ha elaborato alcune parole chiave per rifondare la società dopo lo tsunami del virus.

Qui il video integrale che si è concluso con i consueti auspici da infilare nel salvadanaio, ormai emblema del Festival del Sara, la famosa pecorella che quest’anno è bianco e nera per ricordare che siamo tutti uguali anche se nel 2020, come ha dimostrato la cronaca americana e non solo, questo concetto non è ancora alla portata di tutti gli uomini.

Monica Giandotti, volto noto del TG3: “Nel 2020 non c’è ancora la consapevolezza che gli uomini siano tutti uguali, è vero. Ma in questa fase c’è un rischio di regressione che riguarda le posizioni delle donne. Con la scusa dello smart working non vorrei che lasciamo le donne a casa, e se non riparte con la scuola molte dovranno rinunciare al lavoro. Nel salvapecunia metto l’auspicio che più di ieri le donne siano chiamate a partecipare a questo processo di ricostruzione”.

Luigi Balestra, professore di Diritto civile nell’Universita’ di Bologna, membro laico del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti e presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’osservatorio Riparte. “Innovazione, ricerca e sostenibilità: tre tra le tante parole chiave che possono governare il rilancio, la ripresa. Se sapremo, avvalendoci di tutte le idee che possono provenire dai settori civili, economici, di volontariato, fare tesoro di questo coniugando parole chiare, potremo contribuire in maniera chiara ed efficiente alla ripresa”.

Emidio Mansi responsabile marketing di Pasta Garofalola diersità: “Io punto sul valore del diverso. L’apertura verso le diversità è fondamentale perché aiuta a capire quello che c’è di positivo, le diverse qualità. Ci voglio mettere questo nel salvadanaio”.

Leopoldo Gasbarro, Direttore di Wall Street Italia: “La priorità? Raccontare le cose come stanno e ridare fiducia nel futuro alle persone. È importante fare in modo che le persone abbiano un orizzonte temporale davanti a loro per crare aspettative. Noi abbiamo dimostrato di saper uscite fuori dalle difficoltà. Ora dobbiamo segnare le nuove strade per uscire, indicare come se ne esce. Raccontiamo le storie belle, prendiamo spunto dalle cose buone, dalle migliori”.

Luigi De Vecchi, Chairman of Continental Europe for Corporate and Investment Banking Citi: “Per me l’idea in questa fase potrebbe essere il rilancio dei Borghi. Oggi nelle campagne vive solo l’8% della popolazione italiana. Abbiamo luoghi straordinari con nessuno. In un momento in cui dobbiamo investire sulle infrastrutture dobbiamo puntare sui borghi e capire le città non possono essere più sostenibili. La loro grandezza deve essere decongestionata. Auspico che l’Italia sia portatrice di un nuovo modello, e di una vita anche meno cara. Portiamo il mondo nei borghi d’Iitalia”.

Niko Romito, chef stellato del Reale e Casadonna. “Ricondividere è un concetto che avevamo dimenticato, che il lockdown ci ha insegnato. Questi mesi di riflessione sono stati utili per ridisegnare un nuovo percorso e per capire dove dobbiamo andare grazie ai valori ereditati. Da qui, dalla tradizione, dal recupero, dobbiamo essere in grado di riscrivere un nuovo paradigma sostenibile”.

 

Foto di Giuseppe Terrigno