DIALOGHI SUL FUTURO / VII edizione. 22/24 LUGLIO 2022 | HOME | CONTATTI | PRESS |

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Comunicati e News dal Festival del Sarà
23
Lug

Il diritto al voto minacciato dalle fake news: “Se non interveniamo le democrazie saltano”

Sul palco di piazza Duomo l’altolà dell’esperto di cybersicurezza della Qatar Foundation. Si è parlato di diritti nella prima serata del festival delle ‘menti illuminate’ ideato e condotto da Antonello Barone. Lavoro, cibo, salute, ambiente, istruzione e appunto la sfida della sicurezza sui social media, che hanno compromesso inevitabilmente la nostra privacy e che giocano un ruolo fondamentale nell’accesso alle informazioni e pertanto anche nelle scelte elettorali.

Diritti fa rima anche con accesso alle informazioni, oggi più che mai nell’era della social communication. Ne è ben consapevole Roberto Di Pietro, ordinario di cybersecurity alla Hamad bin Khalifa University, della Qatar Foundation, che nella prima serata del Festival del Sarà in piazza Duomo a Termoli – nell’incontro dedicato appunto ai diritti e intitolato “Una nuova stagione dei diritti nell’era delle democrazie fragili e della transizione ecologica” – ha lanciato il monito: “Se non si interviene per affermare il diritto alla veridicità delle informazioni le democrazia possono essere compromesse e saltare”.

Questo perchè – ha argomentato il docente – oggi per parlare di diritti è necessario parlare di accesso alle informazioni. Informazioni che passano per gran parte dai social media. Di qui il rischio di cadere nella manipolazione credendo a informazioni non veritiere. Non è fantascienza ed è già successo. “Le elezioni del 2016 negli Stati Uniti sono state influenzate in maniera molto pesante da Cambridge Analytica che ha spostato sì solamente il 5% dei voti, ma il 5% dei voti decide il presidente degli Stati Uniti. E in Italia – ha aggiunto Di Pietro – il 5% decide il prossimo Presidente del Consiglio, e quindi decide il potere”. Per andare più indietro nel tempo: “Nel 1933 è successo questo, è stata manipolata l’informazione. E può accadere ancora”. Quale la soluzione? “Urge un intervento forte sui social media perché sono un far west terribile. Se non si pone un argine, anche a livello penale, alle false informazioni, le democrazie ne soffrono e rischiano di saltare”.

Non ovunque però la situazione è così critica. “Sapete in quale Paese non hanno il problema delle fake news e della manipolazione attraverso di esse dei cittadini-elettori? InFinlandia, dove hanno introdotto nelle scuole, sin dalla tenera età, un corso di due ore a settimana di educazione all’informazione”.

Nella serata di esordio del festival ideato – e condotto – da Antonello Barone naturalmente non sono mancati i riferimenti alla strettissima attualità e alla situazione politica venutasi a creare con la caduta del Governo Draghi. Più d’un relatore si è mostrato preoccupato, in particolare per la forte autorevolezza internazionale persa e per le ricadute economiche. “Siamo su una bella parete verticale, come la foto della locandina del festival ben rappresenta”, ha commentato Lorenzo Mattioli, presidente di Confindustria Servizi e referente di Anir,associazione nazionale della ristorazione collettiva che si occupa tutti i giorni di fornire pasti a ospedali, scuole e strutture di cura.

“È un momento straordinariamente complicato per le aziende. Noi, però, non possiamo fermarci nonostante tutto”. Già, perchè anche il cibo è un diritto. E Mattioli ha poi sottolineato: “Il futuro passa attraverso il sociale”. Dietro le preoccupazioni però anche un auspicio: “Non si può tornare indietro dal percorso tracciato da Draghi”, così la corrispondente del Financial Times Silvia Sciorilli Borrelli.

In apertura del convegno en plein air il video dell’intervista di Antonello Barone a Luigi Balestra, presidente dell’Osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’, che si è detto conscio delle enormi disparità – e l’accesso al cibo ne è un chiaro epifenomeno – legate alla concentrazione della ricchezza in poche mani, fenomeno che la globalizzazione ha oltremodo accentuato. Alla menzione di quanto successo in America in merito al diritto all’aborto, Balestra ha risposto che “la cultura europea dei diritti civili è più avanzata”. E sull’Italia in particolare: “La Carta Costituzionale è stata certamente valorizzata negli ultimi anni nel senso di un’attenzione crescente per la persona, ma è chiaro che ancora molto c’è da fare perché la pandemia e poi la guerra hanno acuito il tema della diseguaglianza al punto che tante famiglie sono al di sotto della soglia di povertà e non riescono a condurre una esistenza in linea con quanto stabilito dal dettato costituzionale, cioè libera e dignitosa”.

Il titolo del libro della giornalista Sciorilli Borrelli – L’età del cambiamento – spiega bene il senso della serata in cui si è dibattuto dei vari interessi collettivi che devono – dovrebbero – muovere le decisioni politiche. Salari, ruolo delle donne(fondamentale anche in politica come ha ricordato la cofondatrice della scuola di formazione ‘Prime Minister’ Eva Vittoria Cammerino nel suo video contributo), costo del lavoro, disoccupazione giovanile. Insomma i problemi strutturali – con rilevanti conseguenze economiche – che affliggono il nostro Paese, come esamina nel suo lavoro editoriale la corrispondente del quotidiano finanziario britannico. “Servono riforme in Italia ma il cambio di mentalità non c’è ancora stato”.

Eppure dal Paese – dai cittadini, dall’associazionismo, dal terzo settore in particolare – le spinte al cambiamento arrivano. Ne sono stati testimoni ieri Lorenzo Micheli, giovane coordinatore del programma Education a Expo Dubai, così come Lorenzo Mineo, dell’associazione Luca Coscioni e coordinatore di un programma europeo che mira a far conoscere i diritti che si hanno in quanto cittadini membri dell’Ue che quasi nessuno sa di avere, e ancora Luca De Gaetano, termolese e presidente di Plastic Free (associazione ambientalista nata a Termoli circa 3 anni fa ma ormai attiva in tutta Italia).

Cittadinanza, che non può esaurirsi sic et simpliciter nel mettere una croce su una scheda elettorale ma abbisogna di nuovi strumenti (anche digitali): questo il focus dell’intervento di Mineo. Ambiente e sensibilizzazione sul tema, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le istituzioni e le aziende: l’appello di De Gaetano. E poi l‘orientamento dei giovani, con una formazione che deve implicare la qualità del coinvolgimento degli studenti, che deve colmare anche un deficit di esperienze (come quelle internazionali) e che deve promuovere la diversità nei programmi scolastici. Suggestive in questo senso le parole di Micheli (Education Policy Specialist) sul concetto di confine, assolutamente avulso dalla realtà. “E come non ha senso quello geografico non ha senso neanche quello disciplinare”, ha detto riferendosi alla – tutta italiana – poca propensione delle donne a immaginarsi un futuro – di studio prima e lavorativo poi – nelle discipline scientifiche.

Di diritti sanitari si è parlato poi con Roberto Bertollini, consigliere del Ministro della Salute del Qatar. Sulla pandemia “sono moderatamente ottimista”. Il virus, in questi anni, ci ha persuaso della sua assoluta imprevedibilità ma “stiamo cominciando a sviluppare vaccini nuovi che saranno ancora più efficaci”. Vaccini che si inalano e vaccini pan-coronavirus, risposta valida per eventuali future epidemie.

Guidare il cambiamento, in tutti questi campi, è la sfida dirimente che oggi si pone. Ma ce n’è uno particolarmente importante che rischia, se non ben governato, di arrecare problemi di tenuta sociale ed economica. È sempre l’esperto di cybersicurezza a sottolinearlo. “Abbiamo il problema immediato – di qui a qualche anno – di 10 milioni di posti di lavoro che spariranno (parliamo dell’Italia ma è chiaramente una questione globale, ndr) perché saranno sostituiti dall’intelligenza artificiale, ma si tratta di un problema squisitamente politico perché l’algoritmo scaturisce dai colleghi programmatori ai quali viene detto da un manager cosa fare. Le cose non hanno intenzione, dietro c’è una precisa volontà che afferisce all’uomo, e così come non è la pistola che uccide ma è la mano di chi la manovra, se una miriade di lavori sono destinati a sparire questo dipende non da un algoritmo o dalla intelligenza artificiale ma dalla volontà che muove l’intelligenza artificiale”.

Rischi, sì, ma anche opportunità. E nella salvapecunia dai colori – quest’anno – gialloblu sono finite parole chiave come doveri, consapevolezza, cittadinanza, cambiamento, ‘good hands’, fiducia, concretezza.

A chiudere la ricca serata un omaggio tutto termolese a un mito che ci ha lasciato pochi giorni fa. Sullo schermo del Festival del Sarà il cortometraggio su Antonio Casolino, il nuotatore dei record, girato dal videomaker (termolese) Manuel Bove.