DIALOGHI SUL FUTURO / VII edizione. 22/24 LUGLIO 2022 | HOME | CONTATTI | PRESS |

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Comunicati e News dal Festival del Sarà
28
Lug

Festival del Sarà, i “giovani campioni” in cerca di un vento nuovo

Esiste una nuova classe dirigente che è già pronta a prendere le leve del comando per dare una rinnovata speranza al nostro Paese. E alcuni dei migliori protagonisti di questa “stagione nuova” si sono dati appuntamento a Termoli per confrontarsi sul futuro proprio sul palco del nostro Festival.

La politica è lo strumento più bello e utile per rendere concreta la convivenza civile e appartiene di nuovo ai giovani. Dalla settima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro esco confortato da questa consapevolezza. Certo l’intervista esclusiva rilasciata al Festival da Alec Ross, con i suoi giudizi profetici su Giuseppe Conte, ha fatto il giro delle redazioni italiane e ha dato una decisiva visibilità per il successo nazionale del nostro evento.

Sicuramente la terza serata del Festival ha gettato le fondamenta per costruire una nuova identità del nostro territorio attorno all’evento della realizzazione della Gigafactory di Stellantis rafforzata dall’idea, valutata positivamente dai parlamentari Muroni e Fusacchia e dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini e dei manager delle principali società di energia italiane, di istituire con una legge dello Stato “La Capitale della mobilità sostenibile”, alla quale Termoli con tutte le sue istituzioni concordi si candiderà.

Eppure è nelle prime due serate che la settima edizione del Festival ha mostrato il meglio di sé.

Esiste una nuova classe dirigente che è già pronta a prendere le leve del comando per dare una rinnovata speranza al nostro Paese. E alcuni dei migliori protagonisti di questa “stagione nuova” si sono dati appuntamento a Termoli per confrontarsi sul futuro proprio sul palco del nostro Festival.

Mentre la vecchia politica appare sclerotizzata, del resto come spiegare altrimenti che nel cuore dell’estate ha aperto una crisi politica insensata, ed è costretta a riproporre la medesima vecchia e stantia campagna elettorale di sempre, con liste bloccate, candidati cooptati dai soliti leader, spesso avulsi dai territori e privi della conoscenza minima dei temi e dei dossier che servono all’Italia impegnata alla sfida della contemporaneità, ci sono giovani preparati, garbati, capaci di affermarsi nella società e nelle istituzioni territoriali con le armi civiche dell’attivismo e della partecipazione dal basso. Con lo studio e l’abnegazione. Ragazze e ragazzi che hanno saputo uscire dal percorso precostituito dai grandi per raggiungere i loro obiettivi. Grazie non certo all’utilizzo della scorciatoia del piagnisteo populista o dei canonici passaggi obbligati imposti dall’alto, ma con l’intuizione di usare come i grandi campioni di vela lo stratagemma della strambata in mezzo al mare, per cercare un vento nuovo e inatteso che li possa spingere più avanti.

Luca De Gaetano e il suo approccio ad un ambientalismo attivo e non ideologico, utilizzando la leva dei social media. Lorenzo Micheli e la sua passione per i giovani che vivono un mondo della scuola che può essere rivoluzionato grazie alla consapevolezza dell’importanza dell’orientamento per gli studenti. Eva Vittoria Cammerino e la sua opera di sensibilizzazione per rendere la politica un ambiente sociale dove le ragazze non si devono sentire estranee. Gilles Gressanie il suo amore per le scienze politiche e la geopolitica che lo hanno reso a soli trent’anni il punto di riferimento delle cancellerie di tutta Europa. Pietro Raffa e la sua passione per la politica ai tempi dei social media, strumento imprescindibile per comprendere e governare la realtà. Lorenzo Mineo e il suo impegno per trovare nuovi metodi di partecipazione democratica per rendere i cittadini davvero protagonisti del cambiamento sociale. Gaia Romani e la sua dedizione al bene comune che l’ha portata già ad essere parte della giunta municipale della capitale morale d’Italia, attraverso un percorso di coinvolgimento e condivisione di temi con la propria generazione. Federica Vinci e il suo coraggio di girare il mondo e trovare il proprio senso di vita nel luogo da dove si era fuggiti e così facendo divenire una interlocutrice privilegiata di Barack Obama, di uno degli uomini che ha segnato la storia del XXI secolo.

Ricordiamoci questi nomi. Per chi li ha visti in azione sul palco del Festival del Sarà, quando nel prossimo futuro ricopriranno ruoli di primo piano nelle istituzioni o nelle imprese del Paese, potremo dire: “io quella sera a Termoli c’ero e li ho sentiti parlare”. Proprio come si fa con i grandi campioni del calcio quando li si è visti giocare le prime partite importanti della loro carriera.

C’è una generazione nuova, che non vive il complesso di inferiorità delle generazioni successive al ’68 e che non pensa che la politica sia un’attività per soli incapaci e corrotti, come l’esperienza di Tangentopoli ha indotto a credere ai tanti giovani degli anni ’90. Una generazione che ha il compito e le competenze e l’energia necessarie per proiettare il Paese fuori dalla rotta precostituita. Il futuro quest’anno ha strambato ed è passato davvero per tre giorni a Termoli sul palco del Festival del Sarà.