“Gli avvenimenti delle ultime settimane dimostrano come davvero l’ordine globale è in via di ridefinizione e che la “supremazia” divine la dottrina che si impone nei rapporti fra Stati e poteri. E allora sono giuste le domande che ci siamo posti ideando questa undicesima edizione del Festival. Chi detiene la supremazia nel tempo presente? E cosa intendiamo per supremazia?
Nell’era del declino della globalizzazione chi può arrogarsi la condizione di essere supremo, ovvero di detentore dell’autorità, del dominio, di una influenza incontestata. Chi è sopra a chiunque altro? La supremazia della legge e dei parlamenti è in crisi. La supremazia di chi esercita la giustizia è in crisi. Si torna alle lezioni di Tucidide e Platone? Davvero vige la regola del più forte? “La forza stabilisce ciò che è giusto”, ovvero è solo il potere dettato dall’autorità coercitiva o militare a reggere le sorti dell’umanità? E senza un nemico è quasi inutile esercitare quel potere?
In un attimo la supremazia ideologica divine supremazionismo. Quando un gruppo – di genere, etnia, religione – si sente superiore a tutti gli altri e per questo motivo è destinato a dominare. Un’idea che ha corrotto il pensiero politico dell’uomo nel corso della storia e alimentato numerosi sistemi oppressivi, tra cui il maschilismo, il razzismo istituzionalizzato e altri fenomeni autoritari e oggi torna sulla scena del dibattito politico mondiale. Il Festival chiama a Roma grandi ospiti per tentare di dare un ordine al caos del presente”.

