Sarà ancora una volta la suggestiva cornice della Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, nella sede della Camera di Commercio di Roma in Piazza di Pietra, ad accogliere l’11 marzo 2026 la tappa romana dell’XI edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, ideato e diretto da Antonello Barone.
Il tema scelto per questa edizione – “L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia” – orienta il dibattito verso una riflessione ampia sulle nuove forme del potere globale. Dopo l’appuntamento inaugurale di Bergamo, Roma rappresenta uno snodo centrale di un percorso che coinvolge istituzioni, imprese, università e mondo dell’informazione.
Tra i protagonisti del panel dedicato a riflette su Intelligence e Democrazia nella Competizione Globale figura Lorenzo Guerini, Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR) ed ex Ministro della Difesa. Guerini sarà intervistato dal fondatore del Festival, Antonello Barone, in un confronto che promette di entrare nel cuore di una delle questioni più delicate del nostro tempo: come conciliare sicurezza e libertà nell’era delle minacce ibride.
Il Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro si propone, secondo la sua impostazione ufficiale, come uno spazio di confronto sulle grandi trasformazioni del nostro tempo, mettendo in dialogo politica, economia, tecnologia e cultura. L’edizione 2026 è incentrata sulla nozione di supremazia: non solo come superiorità militare, ma come capacità di dominio tecnologico, energetico ed economico.
Nella sinossi dell’evento si sottolinea come la competizione globale contemporanea si giochi su nuovi terreni – intelligenza artificiale, controllo dei dati, approvvigionamento energetico, cybersicurezza – ridefinendo equilibri tra Stati e modelli di governance. Il Festival intende interrogarsi su quale ruolo possa e debba giocare l’Italia in questo scenario, dentro le alleanze europee e atlantiche.
Promosso dalla Camera di Commercio del Molise, in collaborazione con realtà istituzionali e accademiche nazionali, il Festival mantiene una cifra distintiva: mettere a confronto visioni diverse senza rinunciare all’approfondimento tecnico e politico. La presenza di Lorenzo Guerini offre una prospettiva unica. Alla guida del COPASIR – l’organismo parlamentare che esercita il controllo sui servizi di informazione e sicurezza italiani – Guerini si trova al crocevia tra apparati operativi e garanzie democratiche. In un contesto segnato da cyberattacchi a infrastrutture critiche, campagne di disinformazione su larga scala, interferenze straniere nei processi elettorali, conflitti a bassa intensità e minacce ibride, la funzione di controllo parlamentare diventa essenziale. Il panel romano può diventare l’occasione per chiarire come il sistema italiano di intelligence si stia adattando a uno scenario in cui la supremazia non si misura solo in termini militari, ma nella capacità di anticipare, analizzare e neutralizzare minacce invisibili.
Uno dei nodi centrali del dialogo tra Guerini e Antonello Barone sarà inevitabilmente il rapporto tra innovazione tecnologica e tutela delle libertà costituzionali. Le nuove tecnologie – dall’intelligenza artificiale ai sistemi di raccolta massiva dei dati – ampliano enormemente le capacità operative dei servizi di sicurezza. Ma ogni ampliamento di potere richiede un rafforzamento delle garanzie. Guerini, forte della sua esperienza sia di governo sia parlamentare, può offrire una riflessione su come il modello occidentale si differenzi da quello autoritario: la supremazia democratica non è solo capacità tecnica, ma legittimazione istituzionale e controllo pubblico. In questo senso, il ruolo del COPASIR rappresenta un elemento distintivo: assicurare che la sicurezza non diventi arbitrio, che la protezione dello Stato non comprometta la fiducia dei cittadini. L’intervento di Guerini si inserisce inoltre in una più ampia riflessione sulla posizione internazionale dell’Italia. Membro fondatore dell’Unione Europea e pilastro dell’Alleanza Atlantica, il nostro Paese partecipa a un sistema multilaterale che cerca di rispondere alla crescente assertività di potenze globali e regionali. Nel quadro delineato dal Festival, la supremazia non è solo competizione tra Stati, ma competizione tra modelli: aperto contro chiuso, pluralista contro autoritario, regolato contro deregolamentato. Il contributo di Guerini potrà aiutare a chiarire quale equilibrio l’Italia intenda perseguire tra cooperazione internazionale e difesa dei propri interessi strategici.
La tappa romana del Festival del Sarà, nel cuore della Capitale, assume così una valenza simbolica: riportare al centro del dibattito pubblico temi spesso confinati agli addetti ai lavori. Il dialogo tra Antonello Barone e Lorenzo Guerini promette di offrire non solo un’analisi tecnica, ma una riflessione politica sul futuro della sicurezza in una democrazia avanzata. In un’epoca in cui la supremazia si gioca su terreni sempre più invisibili – reti digitali, algoritmi, flussi informativi – la sfida è mantenere saldo il principio che la sicurezza è strumento della libertà, non suo limite.
Fonte: www.primonumero.it

