DIALOGHI SUL FUTURO. 24, 25, 26 LUGLIO 2019 | CONTATTI | PRESS | EDIZIONE 2018 | EDIZIONE 2017 |

UNA CRUNA DʼAGO IN MEZZO AL MARE

Termoli

Una cruna dʼago in mezzo al mare, uno spuntone di terra a 27 metri di altezza circondato da tre lati dalle onde dellʼAdriatico. Questo è il borgo antico di Termoli. E il suo cuore è Piazza Duomo, dove ad ogni accesso si svela in tutta la sua bellezza la Cattedrale romanica del XII secolo in pietra bianca della Croazia. In questa antica e preziosa cornice che richiama alla mente un raro e suggestivo paesaggio medievale e allo stesso tempo marinaresco, si svolgerà il Festival del Sarà.

Prima di sedervi ad ascoltare le suggestioni sul futuro da parte dei relatori del Festival, potrete trascorrere un giornata di mare nei Beach Club, come la Cala Sveva, lungo la spiaggia di SantʼAntonio. Potrete passeggiare allʼora del tramonto lungo il muraglione che guarda ad ovest ed emozionarvi dinnanzi al sole che scompare dentro il profilo che unisce la Majella al Gran Sasso. Potrete degustare un aperitivo guardano i riflessi del sole catturati dalle reti da pesca degli antichi trabucchi lungo la passeggiata ai piedi del Castello Svevo.

O tuffarvi nei sapori di mare più autentici, grazie alla cucina termolese, entrando in uno dei ristoranti tipici o gourmet, come Svevia, che punteggiano la passeggiata tra il Cardo e Decumano o nei vicoli più angusti del Borgo, passando anche per la via più stretta dʼEuropa. Se vorrete la notte potrà trascorrere ascoltando il rollio del mare in una delle confortevoli stanze dei diversi alberghi diffusi del Borgo, come La Residenza Sveva.

Termoli vi aspetta.

Foto a cura di Paolo Lafratta

Bologna

Dal 1476 un luogo magico di Bologna.

Bartolomeo de’ Rossi, un senatore di origine parmense, nella seconda metà del ‘400 costruì una sontuosa dimora; un Castello che avesse la possibilità di ospitare nobili, letterati ed ecclesiastici che, da Roma, si recavano a Bologna per missioni diplomatiche. Il Castello doveva inoltre catalizzare lo sviluppo dell’agricoltura e dell’artigianato della zona. Venne pertanto a crearsi intorno ad esso un grande complesso produttivo: un Borgo autonomo circondato da campi, frutteti, pescherie, risaie, mulini e segherie mosse dall’acqua del canale del Reno. Le botteghe si affacciavano sulla grande piazza del borgo, dominata dalla Torre Colombaia e circondata dalle case-bottega degli artigiani.

L’aspetto attuale del Palazzo, con le sue svettanti merlature, è di sapore fortemente tardogotico, ma negli interni e nelle Loggie si legge una piacevole influenza rinascimentale a cui si deve, tra l’altro, l’ariosità di alcuni affacci. L’impronta decisiva si può però certamente imputare ai proprietari che, nei secoli, hanno curato il Palazzo come un prezioso bene di famiglia, preservando questa pregevole architettura bolognese.

Ancora oggi il Palazzo continua a ricevere ospiti illustri ed è sede di importanti eventi e feste indimenticabili, nell’atmosfera magica e incantata di una corte del ‘500.