Nella giornata finale del Festival del Sarà di Termoli vengono analizzati i riflessi della transizione dell’automotive verso l’elettrico e i ritardi del nostro paese e del Vecchio Continente nella ricerca di fonti autonome e pulite di riscaldamento.
La mobilità elettrica – caratterizzata da un numero di componenti più ridotto rispetto alle automobili con motori a combustione – rischia, ad avviso di analisi economici e rappresentanti del mondo sindacale e industriale, di provocare una grave contrazione della forza lavoro attiva nei nuclei produttivi europei.
Le sfide globali sulla mobilità elettrica
Realtà come lo stabilimento Stellantis di Termoli, nel quale proprio l’abbandono del progetto di gigafactory per la ricerca e la fabbricazione di batterie adatte a mezzi di trasporto pienamente ecosostenibili alimenta allarme e tensione. Rimodulato e reso più graduale dalle istituzioni europee, il percorso verso l’elettrico è ormai tracciato. Soprattutto alla luce dell’agguerrita concorrenza dei giganti cinesi e statunitensi, rimarcano i partecipanti della giornata finale del Festival del Sarà di Termoli.
La necessità di una sovranità energetica europea
Una delle ragioni per cui il consorzio Acc ha archiviato l’idea di una gigafactory in Molise è il costo elevato dell’energia nel nostro paese. Fenomeno che risente di ritardi e carenze nella valorizzazione di fonti autonome di approvvigionamento e mette a repentaglio la libertà e la sovranità politica dell’intera Europa, specie di fronte a chi utilizza gas e petrolio come armi di ricatto e di guerra.
Nel servizio le riflessioni di Fabio Pressi – amministratore delegato dell’alleanza “E-Mobility” – e del presidente di “IsyBank” Francesco Profumo: Video
Fonte: www.rainews.it

