Il CIID è stato fondato circa 20 anni fa in Danimarca da Simona Maschi. Formatasi nel centro Interaction Design Institute Ivrea diretto da Franco Debenedetti ai tempi della guida di Colonnino in Telecom Italia, Simona Maschi ne ha raccolto il testimone ideale. La scuola di Ivrea è stato un luogo di eccellenza dove l’Italia ha intuito per prima nel mondo l’importanza di sviluppare le tecnologie digitali e applicarle nell’impresa. Quel luogo di innovazione, creato sulle orme del pensiero di Olivetti, è stato fonte di ispirazione per Simona Maschi che ha deciso di costruire un nuovo hub internazionale di menti creative e strategiche, che mette al centro la passione per le persone, la natura e la tecnologia. Dopo anni di successi, nel 2019 il governo danese ha deciso di restringere le politiche di concessione dei visti per gli studenti internazionali e di introdurre l’obbligo quasi esclusivo dello studio accademico in lingua danese. Alla luce di queste scelte il CIID non ha inteso proseguire la sua missione in Danimarca. Nonostante una mobilitazione spontanea di ex alunni, che ha coinvolto le principali aziende tecnologiche del mondo (LEGO, Unity Technologies, Facebook, Instagram, Apple, Zoox e Google), le quali hanno scritto autonomamente al governo danese nel tentativo di eliminare le condizioni che avrebbero costretto il centro ad abbandonare il Paese, la scelta nazionalistica del governo ha prevalso.
Così Simona Maschi ha cercato una nuova casa. E l’ha trovata, grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco di Bergamo, l’europarlamentare Giorgio Gori, in Italia. Un monastero ai piedi della Città Alta è stato completamente ristrutturato e rigenerato per ospitare le attività l‘uso esclusivo del CIID grazie all’impegno della Fondazione MIA di Bergamo e di altre imprese del territorio. Il monastero ospita studenti da tutto il mondo ed è il punto di riferimento culturale di una comunità di oltre 2.000 talenti che oggi hanno responsabilità manageriali nelle aziende più importanti del pianeta. Fondamentale è stata anche la collaborazione offerta da parte del Ministero degli Esteri che ha riconosciuto il CIID come centro di eccellenza e attrattore di talenti verso l’Italia, facilitando la concessione dei visti agli studenti, al di là del Paese di provenienza. Importante anche la scelta di Banca Intesa Sanpaolo di concedere a tutti gli studenti un prestito d’onore senza garanzie per finanziare il corso di studio e la vita a Bergamo.
La storia del CIID per la comunità di Bergamo è particolarmente significativa, soprattutto in un momento nel quale i leader di Stati, che della capacità di accogliere talenti hanno fatto un elemento di competitività sociale ed economica, hanno deciso di costruire recinti stretti, soffocando lo spirito dell’accademia autonoma, che si è sempre fondata sulla contaminazione e il confronto di studenti provenienti da tutto il mondo. La storia del CIID, che ha trovato in Italia il suo luogo ideale dove proseguire la propria missione, ci ispira come felice esempio da divulgare per rafforzare quel messaggio di inclusione, apertura, libertà dell’accademia come motore di progresso e rimozione delle diseguaglianze, che la Presidenza della Repubblica più volte ha lanciato e difeso.

