“Sono passati 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. L’esito dell’evento bellico ha forgiato la cultura e la società occidentali, consolidando in Europa e in tanti altri Paesi del mondo i principi delle democrazie liberali, il consumismo e le lotte per i diritti e le libertà civili. Quella spinta propulsiva è ora sempre più flebile. La democrazia è sotto attacco da parte di autarchie, dittature, democrature, democrazie illiberali. Il consumismo, alla base della crescita economica post-bellica, è ormai un logoro idolo che la generazione Z vuole scacciare dalla contemporaneità per sostituirlo con un progresso realmente sostenibile. I diritti e le libertà civili sono sotto attacco da parte di populisti e movimenti politici di estrema destra, che una volta al potere tentano di riportare indietro le lancette della Storia. Il futuro del mondo è altrove dall’Occidente e dai suoi valori? L’Occidente saprà immaginare una nuova visione del futuro globale capace di rinnovare un indispensabile soft power per condurre nella contemporaneità della Storia miliardi di persone che oggi vivono sotto regimi violenti, autoritari, repressivi? E saprà dotarsi di un modello economico più aderente alle urgenti necessità imposte dal cambiamento climatico per salvare il pianeta? Troverà il modo di coniugare progresso, sviluppo e sostenibilità? Sarà, infine, in grado di tutelare i diritti conquistati, dopo decenni di dure lotte, dai lavoratori, dalle minoranze e dalla comunità LGBTQIA+, e impedire che le innovazioni tecnologiche, fra tutte l’AI, allarghino invece di colmarlo il divario delle disuguaglianze fra protetti e fragili? Ecco, di tutto questo rifletteremo nel 2025 con le tre tappe del Festival del Sarà”.
Antonello Barone: “Senza l’America può esistere l’Occidente?”

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