L’appassionata presentazione del Pride di Luce Visco (Arcigay Molise): “Libertà significa possibilità di autodeterminazione. E non a tutti è concessa”. E infine: “Il Pride è visibilità, perché Pride significa esserci, essere visibile, riconoscere la nostra esistenza e i nostri diritti”.
Con un videomessaggio carico di passione civile e significati politici, Luce Visco, presidente di Arcigay Molise, ha partecipato – seppur a distanza – alla serata conclusiva del “Festival del Sarà” a Termoli, rinnovando l’invito al Molise Pride 2025, in programma sabato 26 luglio, per la prima volta nella città adriatica.
L’evento, giunto alla sua quinta edizione, approda quest’anno a Termoli in un clima in parte teso e venato da polemiche, dopo che il sindaco Nico Balice, espressione del centrodestra, ha annunciato che l’amministrazione comunale non concederà il patrocinio alla manifestazione. Una decisione che ha sollevato critiche da parte di attivisti, organizzazioni civili e parte del mondo culturale locale.
Nel suo intervento, Visco ha parlato di libertà come autodeterminazione: “Significa poter scegliere chi essere, come vivere, chi amare, senza che qualcuno lo faccia al posto nostro. È un diritto fondamentale, un diritto inalienabile, eppure per molte persone è ancora un diritto negato”. “Io – ha proseguito Visco – su questo principio ho fondato un po’ la mia intera esistenza, ho potuto godere del diritto all’autodeterminazione, ho costruito la mia identità essendo una donna orgogliosamente e fieramente trans”.
La presidente di Arcigay Molise ha sottolineato come il Pride non sia “una festa vuota o eccessiva, e mi dispiace che il suo significato sia troppo spesso snaturato”, ma un atto politico nato da “rabbia, speranza e urgenza di esserci, di essere ascoltati, rispettati, riconosciuti”. Di essere visti, in primis. In particolare, Visco ha infatti denunciato l’invisibilizzazione della comunità LGBTQ+, in un contesto globale e nazionale che rimane ostile: “Nel nostro Paese il percorso per il riconoscimento dell’identità di genere è ancora lungo, costoso e invadente. E non esiste una legge che tuteli realmente le persone trans dalla discriminazione”.
In Italia, ha denunciato Visco, la legislazione sui diritti delle persone trans è ancora incompleta e piena di ostacoli. “Il percorso per ilriconoscimento dell’identità di genere è spesso lungo, costoso e invadente e in molti casi è ancora vincolato a percorsi medici o giudiziari che non rispettano la dignità e l’autonomia delle persone. E non esiste ancora una legge che tuteli realmente le persone trans dalle discriminazioni in ambito lavorativo, dalle discriminazioni in ambito sanitario e scolastico”.
A fronte del diniego del patrocinio del Comune (molti centri molisani, a partire dal capoluogo, invece lo hanno dato), l’invito di Visco a scendere in piazza risuona ancora più forte: “Ogni volto, ogni storia, ogni corpo che si espone rompe un silenzio, sfida uno stereotipo, apre uno spazio di possibilità”.
Durante la serata, il conduttore del festival Antonello Barone ha ribadito con decisione che “manifestare è un diritto costituzionale sancito dall’articolo 21”, e che “l’uguaglianza, garantita dall’articolo 3, non può essere oggetto di negoziazione politica”. E infine che “non è in silenzio che si manifesta”.
Il Molise Pride del 26 luglio si annuncia quindi non solo come un momento di festa, ma come una manifestazione di resistenza, visibilità e rivendicazione di diritti. E la scelta di Termoli, quest’anno, appare più che mai simbolica.
Fonte: www.primonumero.it

