La difesa europea si costruisce anche con componenti elettroniche di precisione, sistemi di navigazione, tecnologie aeronautiche che devono essere progettate, prodotte e certificate secondo standard che pochi Paesi e poche aziende al mondo sanno rispettare. Elisa Martinotti lo sa per esperienza diretta: lavora in uno dei principali gruppi industriali della difesa e dell’aerospazio europei e il 19 luglio porterà questa prospettiva industriale e diplomatica concreta al panel “Sovranità europea: energia, automotive, difesa, spazio” dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro a Termoli.
Martinotti è Global Trade and Government Relations Senior Manager in Safran Electronics & Defense, divisione del gruppo aerospaziale e di difesa francese Safran. Ha costruito la propria carriera all’interno del gruppo percorrendo tappe diverse che le hanno consentito di vedere l’azienda da più angolazioni: ha iniziato nella produzione OEM, si è spostata nel 2014 al sito francese del gruppo a Vernon, è tornata nel 2015 alla guida della Direzione Programmi dei siti italiani, e dal 2019 è Responsabile Global Trade dell’azienda, affiancando all’attività di Export Control Officer quella di Relazioni Governative. È membro del team di Direzione della Microtecnica, ora Safran Group: un profilo che coniuga competenza tecnica e produttiva con quella diplomatica e regolamentare.
Il suo ruolo la colloca esattamente dove i due piani si incontrano in modo più delicato: la gestione del commercio internazionale di tecnologie dual-use, il dialogo con i governi nazionali ed europei, la navigazione tra le norme sull’export control che regolano cosa può essere venduto a chi e a quali condizioni. In un momento in cui il dibattito sulla difesa europea è dominato dal piano politico – chi finanzia cosa, quali capacità sviluppare, quanto integrarsi – la voce di chi gestisce concretamente le catene di fornitura e le relazioni governative in questo settore porta al Festival del Sarà una prospettiva rara e necessaria: quella di chi sa cosa vuol dire in pratica costruire una base industriale europea della difesa, con tutti i limiti normativi, strategici e di sovranità industriale che questo comporta.
Fonte: www.primonumero.it

