Venti relatori, cinque libri e un confronto sui nuovi equilibri globali. Antonello Barone: “Siamo nell’era della supremazia, segnata dalla crisi del diritto internazionale”.
Il mondo che cambia, i conflitti che ridisegnano gli equilibri globali e l’impatto sempre più decisivo dell’intelligenza artificiale saranno al centro dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, in programma a Termoli dal 17 al 19 luglio in piazza Duomo. La manifestazione, presentata al Macte di via Giappone gioved pomeriggio 18 giugno, torna nella città dove è nata dopo quattro tappe nazionali tra Bergamo, Roma, Torino e Bologna e porterà sul palco venti relatori provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’accademia, dell’impresa e dell’informazione.
Il tema scelto per il 2026 è “L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia”, una riflessione sui nuovi rapporti di forza internazionali in un contesto segnato da guerre, tensioni geopolitiche e competizione tecnologica. Secondo l’ideatore e direttore del festival Antonello Barone, il momento storico impone una lettura nuova delle dinamiche globali. “Già da ottobre abbiamo parlato di era della supremazia individuando come la tecnologia militare e l’intelligenza artificiale diventassero in qualche modo lo strumento per sopraffare le altre nazioni, le altre comunità e non seguire più il diritto internazionale”.
Barone ha spiegato che il festival intende interrogarsi sulla crisi del diritto internazionale e sul ruolo sempre più debole delle organizzazioni sovranazionali. Una trasformazione che, secondo il direttore del Festival del Sarà, vede emergere nuove forme di potere fondate sulla forza economica, militare e tecnologica.
L’edizione 2026 ospiterà venti relatori provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’università, dell’impresa e dell’informazione. Tra i protagonisti ci saranno Carmine Masiello, Generale di Corpo d’Armata e Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, il politologo della Paris School of International Affairs Manlio Graziano, il direttore della Biennale Tecnologia Guido Saracco, la scrittrice e traduttrice di Umberto Eco Elena Kostioukovitch e l’analista geopolitica Greta Cristini, collegata dal Libano.
Sul tema dell’identità e dell’intelligenza artificiale interverranno lo scrittore Domenico Petrolo, il professore di Filosofia dell’Università della Svizzera italiana Markus Krienke, il docente dello Iulm Riccardo Manzotti, il fondatore e amministratore delegato di Domyn Uljan Sharka, la co-direttrice del Master in Governance Etica dell’Intelligenza Artificiale dell’Università Pontificia di Salamanca Cecilia Celeste Danesi e il filosofo e cofondatore di Tlon Andrea Colamedici.
Nella serata conclusiva saranno protagonisti il vicedirettore di Repubblica Stefano Cappellini, il presidente di IsyBank Francesco Profumo, il presidente di Motus-E e amministratore delegato di A2A E-Mobility Fabio Pressi, il cofondatore di Primo Space Raffaele Mauro, il responsabile Public Affairs e Sustainability di Novartis Italia Gianluca Ansalone, la manager di Safran Electronics & Defense Elisa Martinotti e l’amministratore delegato di Prestiter Andrea Di Vincenzo.
Il programma prevede inoltre cinque presentazioni di libri, uno spettacolo dedicato all’intelligenza artificiale, un ospite a sorpresa annunciato in collaborazione con Translated e una serie di confronti dedicati ai temi della guerra, della democrazia, della sovranità europea, dell’energia, dell’automotive, della difesa e dello spazio.
Nel corso della presentazione è intervenuto anche l’assessore comunale alla Cultura Michele Cocomazzi, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale e sottolineato il valore dell’iniziativa per la città. “La cultura per una comunità, per la sua crescita, è assolutamente fondamentale. Credo che Termoli sia ancora la culla di un potenziale che fa difficoltà a esplodere perché la capacità politica deve sapere e sta ancora esprimendo una forza non rilevante rispetto alla capacità che questa città ha di esprimere cultura”.
Tra le novità dell’edizione 2026 figura anche la collaborazione con la Fondazione Veronesi, che entra come Charity Partner grazie al sostegno dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Campobasso e Isernia. La presidente Maria Cristina Magnocavallo ha spiegato la scelta di aderire al progetto sottolineando la necessità di valorizzare il ruolo degli infermieri nella ricerca e nell’assistenza sanitaria. “Noi siamo stati spinti dalla necessità di unirci a questa bellissima iniziativa perché per noi è stata un’iniziativa lungimirante che vede sempre più la figura dell’infermiere improntata in quella che è la ricerca”.
A dare ulteriore prestigio alla manifestazione sarà anche la presenza, nel concept grafico dell’evento, della celebre opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, concessa dall’artista per l’undicesima edizione del festival. Un’immagine simbolica scelta per accompagnare una riflessione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole interrogarsi sul rapporto tra potere, tecnologia, democrazia e futuro.
Fonte: www.primonumero.it

