Il Festival si concluderà con la presentazione del libro Gentilezza in prestito. Perché la leadership empatica salverà il mondo di Antonello Barone in conversazione con Andrea Di Vincenzo, Ad di Prestiter.
Nel libro ci si chiede: e se la gentilezza fosse la forma più radicale di resistenza per aiutare a guarire questo mondo impazzito? Andrea Di Vincenzo non è un filosofo. È un imprenditore. Gestisce un’azienda di credito al consumo, uno dei settori più complessi del sistema finanziario italiano, e ha scelto di farlo con rispetto, trasparenza e cura delle persone. Mentre il mondo intorno brucia, in riva all’Adriatico c’è un uomo che lavora con numeri e metodo e non dimentica il bambino introverso che fu, intento a giocare di fantasia con una calcolatrice rotta. Un imprenditore che non sfugge alle proprie responsabilità. Persuaso che la risposta al caos si trovi nell’attitudine a praticare la gentilezza. Antonello Barone lo ha ascoltato per mesi.
Ne è uscita una conversazione che accende la luce su un’impresa di successo, ma parla soprattutto di come affrontare il presente per preparare il futuro e vincere le sfide tecnologiche che erodono l’essenza dell’essere umano. In quest’epoca di ipnocrazia e dominio, di supremazia e sopraffazione, di istinti predatori e abbandono delle regole, due uomini si confrontano sul perché chi ha, in qualsiasi contesto, responsabilità di comando debba prendersi cura degli altri invece di rivendicare un potere senza controlli. La gentilezza non è debolezza.
È l’unico atto politico necessario per preservare la democrazia, il nostro benessere diffuso. La nostra civiltà. Andrea Di Vincenzo: «La gentilezza si moltiplica. La violenza si consuma. Ho scelto di stare dalla parte della gentilezza».

