Due giorni per scandagliare lo stato della nazione, con una visione globale sugli accadimenti in corso. Dalla crisi energetica, alla guerra in Iran, fino ai rapporti fra Usa e il governo italiano. Così il Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, ideato da Antonello Barone, nella due giorni di sabato e domenica alla Biennale Tecnologia di Torino, dando spazio e voce a rappresentanti di istituzioni, accademia, impresa, tecnologia, energia. Fra i contributi, sulla guerra in Iran, le parole di Dario Fabbri, esperto di geopolitica umana e direttore Rivista Domino: “La chiusura dello stretto di Hormuz ha fatto impazzire gli americani. Loro peraltro non prendono nemmeno una goccia del petrolio che passa di lì, ma devono mantenere la loro egemonia, il controllo dei mari: riguarda il loro rimanere primo soggetto egemone del pianeta. Se l’Iran mettesse un pedaggio lo pagheremo noi, i cinesi. Perdere il controllo di uno stretto così per loro equivale alla fine del mondo”. Parlando sempre della guerra in Iran, Greta Cristini, scrittrice, reporter di guerra, avvocato, ha evidenziato come “gli Stati Uniti sono partiti galvanizzati dall’operazione in Venezuela che è stata chirurgica mentre così non è stato in Iran. Dal punto di vista americano c’è stata una sottovalutazione, un convincimento che sarebbe bastata la decapitazione dei vertici, ma le cose non sono così semplici, non c’è automatismo. Ci si aspettava una reazione delle folle, ma c’è una narrazione di cosa siano l’Iran e il popolo iraniano che non coincide con la realtà. Ora ha preso il potere una dittatura militare, che è quella che vuole l’atomica e che chiude lo stretto di Hormuz”. Piero Benassi, già Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea, sempre sulla guerra in Iran ha commentato: “Gli Stati Uniti hanno commesso un errore gravissimo dal punto di vista strategico, era inimmaginabile che l’Iran potesse causare danni militari a loro e a Israele, ebbene, è bastato che si chiudesse lo stretto di Hormuz per mettere il Usa in una situazione drammatica”. Ancora Piero Benassi: “Gli Stati Uniti hanno deciso di spaccare in due l’Occidente, non sappiamo neanche in questo momento se collocarli nella nostra area di interesse geopolitico. Di sicuro sono un alleato tradizionale, comunque è una democrazia che ha dimostrato di avere ancora i cosiddetti pesi e contrappesi. Ora decideranno gli elettori americani”. Giuseppe Zollino – Professore di Tecnica ed Economia dell’Energia e di impianti nucleari all’Università di Padova, ha tracciato un quadro sul costo dell’energia: “Se vogliamo affrancarci dalla bizzarria del prezzo del gas dobbiamo farlo con l’energia nucleare, in particolare in Italia. Inoltre, se c’è emergenza gas, accendiamo le centrali a carbone per il tempo che serve” ha detto durante il suo intervento.
Fonte: www.torinotoday.it

