Botta e risposta, il sindaco sul conflitto in Medio Oriente: “Il popolo si ribelli al governo criminale”. Il presidente della Comunità ebraica: “Hamas è responsabile del mancato accordo di pace”.
“Il popolo israeliano si deve ribellare a quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza e al Governo Netanyahu”. Nuovo capitolo nel dibattito bolognese sul conflitto in Medio Oriente: alle parole del sindaco Matteo Lepore è arrivata la reazione di Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica, che ha detto di “non demonizzare Israele” e che “l’ostacolo alla pace a Gaza è Hamas, che vuole la completa eliminazione di ogni ebreo”. Al Festival del Sarà, il sindaco ieri ha sottolineato “lo sdegno di tutto il mondo nei confronti di cosa accade a Gaza e in Cisgiordania, dove ogni giorno muoiono decine di bambini e centinaia di persone”.
“Va fermato il governo criminale come quello di Netanyahu – insiste Lepore –. Lo deve fare la comunità internazionale, oltre che una parte del popolo israeliano che si deve ribellare a quello che sta succedendo. La comunità internazionale deve ritrovare la sua leadership. È compito dei leader, ma anche della società civile. È tempo di una riscossa politica e democratica, è importante che le classi dirigenti globali comprendano che il loro tempo è finito. Serve un risveglio della società civile, non possiamo accontentarci dei leader che risolvono i problemi del mondo”.
A Lepore come detto ha risposto De Paz: “L’appello del sindaco andrebbe rivolto sia ad Hamas che al governo di Israele. Ottenere il disarmo di Hamas sarebbe un risultato eccezionale, che avrebbe un’altissima probabilità di porre fine alla guerra. Il 70% della popolazione israeliana è oggi per la cessazione delle attività belliche e chiede solo la liberazione degli ostaggi. L’ostacolo alla pace non è Israele che dalla striscia di Gaza si è completamente ritirato nel 2005, ma Hamas che vuole la completa eliminazione di ogni ebreo dalla terra di Israele”.
“Nessuna persona di buona volontà e di saldi principi può accettare il protrarsi di questa guerra – prosegue De Paz –. La morte di innocenti, di qualsiasi appartenenza, è un dolore che dovrebbe accomunare le coscienze, senza distinguo e senza attenuanti. Questa guerra è la terribile conseguenza di una situazione che nessuno, in ottant’anni, ha avuto interesse a risolvere. Israele bombarda Gaza per stanare i terroristi che il 7 ottobre hanno stuprato, torturato e massacrato senza pietà 1400 civili, per costringere Hamas alla resa e alla liberazione dei pochi ostaggi oggi ancora in vita. Ma, oltre ai terroristi di Hamas e ai loro indistinguibili fiancheggiatori, il prezzo pagato dai civili palestinesi è sempre più alto e il dramma è innegabile”.
“Sappiamo che in queste ultime settimane, che in queste ore, si levano le prime deboli voci di opposizione ad Hamas – chiude De Paz –. Bisognerebbe aiutare questi coraggiosi oppositori, ma non si può fare facendo propria l’agenda degli estremisti. Serve un progetto di riconciliazione che parta dalla costruzione di un’identità palestinese laica, civile, fondata sulla coesistenza e non sull’odio. Solo allora potrà nascere una speranza. Non continuando a demonizzare Israele”.
Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

