Per il sindaco c’è una “emergenza europea abitativa”, e serve un piano europeo per la casa.
“C’è bisogno di una politica pubblica dell’abitare, anche mettendo un tetto alle speculazioni. In Europa c’è emergenza abitativa, serve un piano europeo per la casa, Serve una spinta politica, come c’è stata per il Covid e per le armi. Oggi le persone non riescono ad abitare le città e le aree interne si spopolano. Se non abbiamo una nuova politica per l’abitare, non abbiamo una visione sui luoghi e sulla qualità della vita”.
Così ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore durante il Festival del Sarà, in programma in questi giorni. Oltre alla questione mediorientale, Lepore ha parlato della crisi abitativa che ha colpito Bologna come molte altre città europee. Uno dei punti principali è quello della speculazione: affitti brevi in primis, ma anche fondi privati che acquistano case come asset, senza mai davvero immetterle nel mercato.
Un altro tema che si intreccia alle speculazioni sulle case e alla crisi abitativa è quello del cambiamento climatico: “Penso che tutta l’Europa abbia una forte sensibilità verso i cambiamenti climatici – dice Lepore – la gente sa che il clima è cambiato e che ci sono potenti interessi sui combustibili fossili e le industrie che non vogliono cambiare. Va cambiato il modello di sviluppo”.
Le città, in questo senso, “hanno un ruolo fondamentale hanno sensibilizzato i cittadini e le comunità. Anche con la prossima Commissione Ue è importante che torni a essere centrale questo tema, perché adesso servono investimenti industriali, pratiche concrete sulle rinnovabili e cambi di modello di sviluppo”. Lo riporta l’agenzia Dire.
Fonte: www.bolognatoday.it

