Paolo Spina, intervenuto a Termoli per la presentazione della nuova edizione del Festival del Sarà che ha come focus quello dell’Incognita Occidentale, ha deciso di sposare, patrocinandola, l’iniziativa. “Lo facciamo convintamente, anche perchè riteniamo che il tema di quest’anno sia cruciale, ancora più importante di quelli precedenti. Senza Europa non ci sarà futuro neanche per noi, e la guerra commerciale avrà un impatto significativo sulla realtà locale”.
“Senza Europa non ci sarà nemmeno una realtà locale, i cittadini devono esserne consapevoli. Nel momento di transizione geopolitica in cui viviamo il tema dell’incognita del nostro Occidente e i temi interconnessi di libertà, democrazia ed economia sono di estrema importanza”. Con queste parole il presidente della Camera di Commercio del Molise, Paolo Spina, è intervenuto alla presentazione della decima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro in Municipio a Termoli dicendo altresì di aver convintamente aderito – dopo l’esperienza positiva dello scorso anno – proprio per la dirimente rilevanza del tema trattato. Negli appuntamenti del Festival di quest’anno si dibatterà infatti di ‘Incognita Occidentale’ (sottotitolo Democrazia/Economia/Libertà). E già solo la grafica e con quella X che si staglia sull’immagine della statua della libertà di New York reca chiaro il riferimento allo sconvolgimento politico seguito alla rielezione di Donald Trump e a un momento storico in cui movimenti politici di estrema destra al potere tentano di riportare indietro le lancette della Storia.
Una fase storica in cui il destino dell’Occidente è pieno di insidie. “In realtà dovremmo parlare di due Occidenti e di due economie: quella capitalistica pura, se vogliamo cinica, dell’America e quella europea che si basa su un capitalismo sociale. Questi due capitalismi, con l’avvento di Trump, ormai si devono assolutamente se non scontrare quanto meno confrontare”, ha proseguito Spina. La guerra dei dazi è già partita. È notizia di poche ore fa quella delle tariffe del 25% sulle importazioni di vetture in Usa, annunciate ieri dal Tycoon, che ha avuto come conseguenza immediata quella di affossare in borsa le case automobilistiche europee, Stellantis compresa. Peraltro del peso che pagheranno le imprese molisane e dunque la regione tutta per i dazi americani si è detto più volte. Sembra paradossale ma il piccolo Molise – che destina oltre un quarto del proprio export al mercato Usa – sarebbe oltremodo penalizzato (una delle regioni più penalizzate d’Italia) in particolare per l’aggravio di costi di chimica e automotive. Peraltro è stata presentata in queste ore in Consiglio regionale una mozione (del Movimento 5 Stelle) per proteggere l’economia del Molise dagli effetti delle politiche protezionistiche statunitensi.
Paolo Spina, osservatore privilegiato del mondo economico locale e con uno sguardo chiaramente orientato al futuro, ne ha fatto menzione durante il suo intervento in Sala Consiliare a Termoli al fianco dell’ideatore del Festival del Sarà, Antonello Barone. “Il tema della prima tappa – quella romana, proprio come sarà quest’anno – del Festival 2024 e che si tenne proprio nella sede della Camera di Commercio del Lazio (nella suggestiva Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano) era la mobilità sostenibile. “Un tema estremamente importante per il territorio, in particolare del Basso Molise. Quello di quest’anno è a mio parere ancora più importante. Non è affatto un tema elitario, ci riguarda tutti”. Si riflette e si rifletterà sempre più – ha argomentato Spina – sulla realtà (economica e non solo) locale. “Ci troveremo a fare una battaglia commerciale da cui dipende il futuro della nostra Europa, dunque anche il nostro”.
Fonte: www.primonumero.it

