Sarà il Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, uno dei protagonisti del panel dal titolo ‘Verso la fine della supremazia occidentale?’, in programma durante la prima tappa della decima edizione del Festival del Sarà, che si terrà a Roma il 10 aprile 2025, nella prestigiosa Sala delle Colonne dell’Università Luiss Guido Carli.
Il panel, che vedrà anche la partecipazione del politologo Giovanni Orsina, sarà moderato da Antonello Barone, ideatore e direttore del Festival, e si inserisce in una giornata dal titolo emblematico: ‘Incognita Occidentale. Democrazia. Economia. Libertà’, dedicata ad analizzare le grandi trasformazioni in atto nello scenario globale e il progressivo mutamento dell’equilibrio tra potenze mondiali.
La presenza del Generale Masiello rappresenta un’occasione preziosa per portare al centro del dibattito una prospettiva strategica e militare sul futuro dell’Occidente. Con una carriera trentennale al servizio della sicurezza nazionale e internazionale, Masiello ha ricoperto incarichi di altissimo profilo, oltre ad aver guidato missioni operative in contesti di crisi come Afghanistan, Kosovo e Libano, consolidando una visione lucida delle dinamiche geopolitiche contemporanee.
Il suo approccio unisce una profonda conoscenza del campo operativo a una raffinata lettura delle nuove minacce asimmetriche: dal cyber warfare al terrorismo internazionale, dalle guerre ibride alla crescente competizione tra potenze in scenari come il Mediterraneo allargato, l’Africa e l’Indo-Pacifico. In un momento storico in cui l’ordine liberale internazionale appare sempre più fragile, il contributo del Generale Masiello offrirà al pubblico del Festival una riflessione ad ampio spettro sul ruolo delle forze armate come presidio della sovranità, ma anche come attori della diplomazia strategica e della costruzione di pace.
Sarà inoltre l’occasione per interrogarsi sul futuro dell’Alleanza Atlantica, sul riarmo globale, sul delicato equilibrio tra sicurezza e libertà, e su come l’Occidente debba riformulare la propria identità per restare rilevante in un mondo sempre più policentrico e competitivo.
La sua partecipazione conferma la vocazione del Festival del Sarà a farsi spazio di dialogo interdisciplinare, dove le questioni di sicurezza si intrecciano con quelle politiche, economiche e culturali, in un confronto aperto tra voci autorevoli della contemporaneità.
Fonte: www.primonumero.it

