I Dialoghi sul Futuro si sono aperti ieri 18 luglio con ospiti di rilievo. Antonello Barone: “Teniamocela stretta questa pace, questa è una piazza di pace”
“Noi militari siamo quelli che conoscono di più la guerra e quelli che – proprio perché sanno di cosa si tratta – la vogliono meno. Non siamo guerrafondai, vogliamo tenerla lontano, per questo facciamo questo lavoro. Quindi la parola che io scelgo è pace”, con queste ultime parole – che hanno chiuso la prima serata della X edizione del Festival del Sarà a Termoli – il Generale Carmine Masiello (Capo di Stato maggiore dell’Esercito Italiano) ha salutato la platea di piazza Duomo.
Una platea nutrita e attenta che ha seguito l’evento cui hanno preso parte anche l’ex ambasciatore Piero Benassi (già Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea), il professore di Filosofia all’università di Torino Maurizio Ferraris e la filosofa politica e sociale Adele Ruggini. Ma durante il talk si sono potute ascoltare anche le voci di Lorenzo Pregliasco, sondaggista di YouTrend che ha presentato in apertura alcuni risultati dell’indagine su Gli italiani e l’Occidente (quest’ultimo argomento traccia – accompagnato dal sostantivo incognita – di questa edizione 2025), di Gilles Gressani da Parigi, e precisamente e simbolicamente dall’Île aux Cygnes dove si trova una riproduzione della statua della libertà, e infine da Guido Saracco, ex rettore del Polito e oggi direttore della Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino, un “amico del festival” come definito da Antonello Barone e che ha annunciato, in chiusura, che il Festival del Sarà approderà a Torino nel 2026(diventano dunque 4 le tappe italiane, oltre a Termoli ci sono da alcuni anni anche Bologna e Roma).
Nella serata del 18 luglio, la prima delle tre in programma, con i vari relatori si è molto discusso di guerra e pace, di geopolitica, dei ‘concetti’ di Occidente e Oriente. Le due figure così centrali del mondo della difesa e della diplomazia italiana, il Generale e Benassi appunto, hanno toccato i nodi più attuali della politica internazionale, nonché del posizionamento strategico sia dell’Italia quanto dell’Europa. “Dal punto di vista militare – così Masiello – noi siamo sempre stati abituati a vivere sotto l’ombrello statunitense e resterà così almeno per i prossimi 4-5 anni. E per 4-5 anni i Paesi europei avranno bisogno di riarmarsi, è una corsa ad acquisire capacità di deterrenza e difesa verso un potenziale avversario e dobbiamo farlo sapendo che gli Stati Uniti saranno ancora con noi. La difesa costa, lo sappiamo. E certo, fa differenza riarmarsi singolarmente o farlo come Unione europea. Il riferimento continua a essere la Nato per noi e tale rimane e in questa alleanza continuiamo a credere perché è la parte essenziale del nostro sistema difensivo. Ci crediamo talmente tanto che abbiamo accettato di arrivare al 5 per cento delle spese per la difesa; questo è il nostro futuro e consentirà ai Paesi dell’Alleanza atlantica di poter mettere in piedi e realizzare dei sistemi di difesa e di deterrenza che ci facciano vivere tutti un po’ più tranquilli”.
Ma il dialogo si è arricchito anche degli interventi di due filosofiaffermati nel dibattito pubblico italiano ed europeo. Ferraris, in particolare, ha sottolineato quanto illusoria e falsa sia la credenza che l’Europa abbia conosciuto 80 anni di pace prima di ‘cadere’ nel conflitto tra Russia e Ucraina. “Una generazione senza guerra? Macchè”, la sintesi del suo pensiero. Mentre Rugini ha evidenziato come sia necessario più che mai educare i leader del futuro all’idea di risoluzione non armata dei conflitti. “Utopia è la mia parola, bisogna immaginare alternative possibili”.
Uno dei focus della serata, complice la presentazione del libro La pelle del prof Ferraris, è stato il tema della delega all’intelligenza artificiale. Deve spaventarci? È pericoloso? “Assolutamente no, il problema non è l’intelligenza artificiale ma la stupidità umana”, così il docente conquistandosi l’applauso e le risate del pubblico. Il filosofo ha poi argomentato sostenendo come da sempre l’uomo deleghi le proprie funzioni. “Lo si faceva anche col consigliere spirituale, col confessore. Nessuno scandalo che ora lo si faccia con l’Ai. Non è una novità: l’essere umano crede di desiderare di essere libero ma appena può va verso la schiavitù, nella direzione del farsi governare”. Ma Ferraris ha sgombrato il campo dall’idea che l’Ai non sia eticamente orientata e possa governare l’uomo. “Casomai dovremo introdurre etica nell’umano perchè c’è un incivilimento della società. Puntiamo anche su questo grande strumento, perchè no”. E ancora: “C’è una infinita quantità di usi positivi dell’Ai, che è il più grande capitale che l’umano abbia avuto in tutta la sua storia. È una sconfinata biblioteca dell’umano. E non c’è niente nell’Ai che non sia stato prima nell’essere umano”.
Piuttosto ha evidenziato come esista un uso politico dell’Ai, e “l’Europa deve averne una come fanno Usa e Cina”.
Di Cina ha molto parlato l’ex ambasciatore, che ha chiuso affermando come “prima di reagire agli altri – naturalmente il riferimento era all’Europa – sia necessario definire noi stessi, darsi un’identità”. Guardando meno anche agli Usa, il suo invito.
Il Festival del Sarà – Dialoghi sul Futuro prosegue stasera, sempre alle 21, in piazza Duomo dove sono attesi: Giorgio Gori – Europarlamentare; Fabio Pressi – CEO A2A E-Mobility e Presidente Motus-E: Veronica Pamio – Senior Vice President External Affairs, Sustainability and Destination management di ADR; Luciano De Oto – Vehicle Design Engineering Director McLaren; Andrea Vignali – Giornalista Rai 3; Stefano Gardini – Direttore Business Non Aviation Aeroporto di Bologna (in video); Marie-Charlotte Montaut – Sustainability Officer IMA e poi le giornaliste Rai Monica Giandotti e Barbara Carfagna. Il sottotema, che ieri era quello della Democrazia, è stavolta l’Economia. E si parlerà in particolare di automotive, energia, infrastrutture.
Fonte: www.primonumero.it

