Al Macte l’anteprima della decima edizione dei Dialoghi sul Futuro con il docente Gianluca Sgueo: “Il digitale ha compromesso il dialogo, ma l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento educativo se accompagnata da scuola e famiglie”. Dal 18 al 20 luglio, Piazza Duomo torna agorà del pensiero con ospiti internazionali. “Un festival che ha portato in questi 10 anni a Termoli tantissima ricchezza culturale”, così l’assessore comunale Cocomazzi, e che per il vice della Camera di Commercio del Molise Liberato Russo “ha contribuito a dare un valore aggiunto al pensiero della nostra società”.
Si è scelto un luogo d’arte – il Macte di Termoli – per l’anteprima del Festival del Sarà 2025, decima edizione dei Dialoghi sul Futuro che hanno in un certo senso cambiato l’approccio cittadino al sapere, una sorta di bussola per orientarsi sul dove si è e dove – come società – si sta andando. Un’intuizione visionaria, quella di Antonello Barone che sabato 28 giugno ha aperto le danze a Termoli (il festival quest’anno ha già vissuto una tappa a Roma e una a Bologna) di quel che sarà dal 18 al 20 luglio, quando Piazza Duomo tornerà ad essere agorà della riflessione con menti illuminate.
A presentare la edizione della X (decima, appunto, ma anche a simboleggiare l’incognita che l’Occidente vive in questo tempo storico) insieme all’ideatore l’assessore del Comune di Termoli Michele Cocomazzi, che ha portato i saluti del sindaco che come amministrazione ha scelto di offrire il patrocinio non oneroso alla kermesse, e Liberato Russo, vicepresidente della Camera di Commercio, tra i promotori del festival, e che ha fatto le veci del presidente Paolo Spina. A introdurre con un videomessaggio la serata i saluti della padrona di casa, la direttrice del museo Macte Caterina Riva. “L’arte non può certo risolvere i problemi, questo spetta alla politica, ma ci spinge a vedere le cose da un’altra prospettiva”. Quale viatico migliore per iniziare la conferenza di presentazione dell’edizione della manifestazione che quest’anno è intitolata “Incognita occidentale. Democrazia, Economia, Libertà”. Si è soffermato da subito proprio sulla parola incognita l’assessore Cocomazzi invitando a declinarla come sfida, certo non sottacendone i rischi ma conscio che il cambiamento va governato, ed è così appunto che può diventare un’opportunità. Poi sull’evento che ha varcato i confini regionali e che è divenuto motivo di orgoglio, un patrimonio collettivo della città: “In 10 anni ha portato a Termoli tantissima ricchezza culturale” e che non mancherà di farlo neanche stavolta.
Per Liberato Russo “non è solo un evento ma un laboratorio del pensiero, che indica una via e che ha contribuito a dare valore aggiunto alla nostra società smarrita”. Sottolineata anche la valenza per il territorio perché “il festival coagula anche quelle risorse che hanno scelto di restare ed investire qui”.
A seguire, sul salottino allestito nella sala biblioteca del Macte (buona la presenza di pubblico) è intervenuto l’ospite d’onore, il docente di democrazia digitale alla Sciences-Po di Parigi Gianluca Sgueo. Un ‘amico del festival’, lo ha definito Barone, nonché uno dei dieci autorevoli autori che hanno contribuito a quello che è il primo prodotto editoriale del festival, il volume ‘Incognita occidentale’che raccoglie dieci riflessioni autorevoli sui futuri scenari che attendono il mondo occidentale.
Con il professor Sgueo sviscerati tanti temi dirimenti – dall’America trumpiana ai conflitti bellici passando per le sfide per l’Unione europea, non ultima quella del riarmo – ma con un focus particolare sul rapporto tra tecnologia e democrazia ma anche tra il digitale e l’informazione. Col paradosso che il digitale, che ha dato accesso all’informazione in maniera pressochè democratica, non è riuscito nel suo intento di avvicinare le persone alle istituzioni. Sottolineate anche le contraddizioni della nuova tecnologia che di fatto trasforma il potere democratico, laddove i tempi lunghi del dibattito politico-democratico finiscono per scontrarsi con i tempi brevi dei social media, forieri molto spesso di disinformazione creata ad arte.
l digitale ha compromesso il dialogo, tirando fuori la parte peggiore di noi? Alla domanda dell’intervistatore Sgueo non ha potuto che rispondere con un sì ma ha anche evidenziato, gettando da ultimo una luce positiva su quello che per molti è uno spauracchio, i potenziali vantaggi dei sistemi di intelligenza artificiale che costituiscono una nuova modalità di formazione del pensiero. Da accademico, il professore si è detto anzi favorevole ad accompagnare i discenti all’utilizzo – certo responsabile – dell’AI. “Devo dire che in questo vedo una carenza da parte delle famiglie, della scuola e dell’insegnamento superiore”. Infine, la sua parola di lancio per il salvapecunia della nuova avventura del festival non poteva che essere trasformazione.
E trasformazione, per Termoli, sarà con i contributi di idee di ospiti del calibro di Lorenzo Pregliasco, il Capo di Stato maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, Piero Benassi, Gilles Gressani, la filosofa Adele Rugini, le giornaliste Barbara Carfagna e Monica Giandotti, l’accademico Maurizio Ferraris, l’euroarlamentare Giorgio Gori, Fabio Pressi, Veronica Pamio, il termolese Luciano De Oto, il giornalista Andrea Vignali, Stefano Gardini dell’aeroporto di Bologna, Marie-Charlotte Montaut, il rettore della Luiss Paolo Boccardelli, Antonio Perdichizzi, il vice direttore de La Repubblica Stefano Cappellini, Francesca Sofia, Selina Zipponi, e ancora Luce Visco dell’Arcigay Molise a pochi giorni dal primo pride a Termoli.
Momenti speciali poi nella seconda e terza serata quando ci sarà l‘intervista esclusiva a Milena Gabanelli, e in chiusura la presentazione del libro Molise a due voci con Lino del Cioppo, anche lui Termoli e Ceo di Key Partner, che ha fornito il patrocinio all’evento che quest’anno si avvale di duepromotori di spicco: oltre alla Camera di Commercio del Molise c’è la Biennale tecnologia di Torino e il Copenaghen Institute of interaction design.
Fonte: www.primonumero.it

