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FESTIVAL DEL SARÀ – DIALOGHI SUL FUTURO XI EDIZIONE – 18-19 APRILE 2026 – TORINO
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Giuseppe Zollino: il fisico dell’energia che sfida il dogma delle sole rinnovabili al Festival del Sarà

Data di pubblicazione: 30 Marzo 2026

Il professore di Padova porta a Torino una visione tecnica e geopolitica del ruolo del nucleare nel nuovo ordine energetico globale.

La tappa torinese dell’XI edizione del Festival del Sarà si svolge in uno dei momenti più febbricitanti della geopolitica contemporanea. Il tema scelto per il 2026, ‘L’Era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia’, non è una metafora letteraria: è la descrizione fedele di un mondo in cui la competizione tra potenze si è spostata dal piano militare a quello delle infrastrutture digitali, del controllo delle risorse energetiche e della capacità di plasmare le narrazioni collettive attraverso algoritmi e intelligenza artificiale. Torino è il luogo ideale per questo confronto. Città a vocazione industriale e tecnologica, sede del Politecnico, cuore del Nord-Ovest manifatturiero italiano, ospita la quinta edizione della Biennale Tecnologia proprio con il tema ‘Soluzioni’: come possiamo usare la tecnologia per il bene comune? Una domanda che dialoga in modo diretto con quella che il Festival pone: chi controlla la tecnologia e a quale fine?

C’è un momento preciso in cui la questione energetica ha smesso di essere una questione tecnica per diventare una questione di civiltà. È stato il febbraio del 2022, con l’invasione russa dell’Ucraina: in poche settimane, l’Europa ha scoperto che la dipendenza dal gas naturale non era solo un dato della bolletta del gas, ma una catena che qualcuno teneva dall’altra parte. Da allora, il controllo delle fonti di energia è tornato al centro della riflessione strategica globale con una forza che non si vedeva dai tempi delle crisi petrolifere degli anni Settanta.

In questo quadro si inserisce la presenza di Giuseppe Zollino al panel di apertura del Festival del Sarà a Torino. Professore di Tecnica ed Economia dell’Energia e di Impianti Nucleari a Fissione e Fusione all’Università di Padova, Zollino è una delle voci più rigorose — e più scomode — del dibattito energetico italiano. La sua tesi centrale, che porta avanti con la pazienza del fisico e l’ostinazione dello scienziato, è che un paese come l’Italia non potrà raggiungere la neutralità carbonica al 2050 senza reintrodurre il nucleare nel suo mix energetico. Una posizione che nel dibattito pubblico italiano continua a fare cortocircuito con la memoria di due referendum, ma che Zollino fonda su dati di sistema, curve di costo, bilanci di emissioni nel ciclo di vita e calcoli di superficie occupata che sono difficili da confutare.

Il suo percorso è quello di un ricercatore che ha attraversato le istituzioni europee dall’interno: tra il 2001 e il 2006 ha lasciato temporaneamente la cattedra padovana per lavorare come membro del segretariato della Commissione ITRE — Industria, Ricerca ed Energia — del Parlamento Europeo a Bruxelles, seguendo in prima persona la costruzione della legislazione energetica comunitaria e i programmi di ricerca sul nucleare. Ha poi ricoperto il ruolo di Delegato italiano nel Comitato di Programma Cooperazione-Energia del Settimo Programma Quadro UE. Autore di oltre ottanta pubblicazioni scientifiche, ha anche presieduto il Consorzio RFX di Padova, uno dei principali centri europei di ricerca sulla fusione nucleare.

Al Festival del Sarà, Zollino non si limiterà a ragionare di tecnologia: il panel in cui interviene si intitola ‘Energia, la fonte suprema del potere’, e il titolo dice tutto. Accanto a lui Lorena Stella Martini e Giuseppe Argirò porteranno rispettivamente una prospettiva sulle politiche energetiche e sulle infrastrutture di approvvigionamento. Insieme, i tre relatori costruiranno una mappa di come l’energia sia diventata lo strumento più potente di pressione geopolitica del XXI secolo: chi la controlla, chi la nega, chi la usa come leva diplomatica o come arma ibrida. E di come l’Europa, impreparata nel 2022, stia cercando — non senza contraddizioni — di costruire una sovranità energetica che non sia solo un’aspirazione retorica.

Fonte: www.primonumero.it

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