Il secondo appuntamento della decima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, in programma il 19 luglio 2025 a Termoli, ospiterà un confronto ad alta intensità sulla trasformazione radicale che sta attraversando il mondo della mobilità. Tra i protagonisti del panel intitolato ‘Automotive, energia, infrastrutture, Europa’, spicca Fabio Pressi, CEO di A2A E-Mobility e presidente di Motus-E, due realtà che giocano un ruolo chiave nel processo di transizione verso la mobilità elettrica e sostenibile in Italia.
L’intervento di Pressi si inserisce in un contesto di grande fermento geopolitico, economico e tecnologico. Mentre l’Unione Europea conferma la roadmap verso lo stop alla vendita di auto termiche entro il 2035, crescono le preoccupazioni per la competitività industriale del continente, messa sotto pressione da Stati Uniti e Cina. In questo scenario, l’esperienza di Pressi e le strategie adottate da A2A diventano un osservatorio privilegiato sul futuro dell’automotive europeo.
Fabio Pressi porterà al Festival una riflessione approfondita sullo stato dell’arte della mobilità elettrica in Italia e in Europa, evidenziando i principali nodi da sciogliere: l’infrastruttura di ricarica, la filiera delle batterie, le politiche di incentivazione, l’educazione dei consumatori. In qualità di CEO di A2A E-Mobility, Pressi guida un’azienda che sta investendo massicciamente nello sviluppo di una rete capillare di ricarica intelligente, con l’obiettivo di rendere la mobilità elettrica una realtà quotidiana, non più riservata a nicchie urbane o élite tecnologiche.
Il suo intervento sarà anche l’occasione per presentare il suo libro ‘Mobilità digitale’, in cui delinea un futuro in cui mobilità, energia e dati convergono in un sistema integrato, efficiente e personalizzato. La visione proposta da Pressi parte da un assunto semplice ma rivoluzionario: la mobilità non è solo un fatto meccanico o energetico, ma sempre più una questione di intelligenza, connettività e pianificazione algoritmica.
Ma non ci si può fermare agli scenari teorici. Pressi non ignora le difficoltà concrete che l’industria automobilistica europea si trova ad affrontare. La transizione ecologica, se mal governata, rischia di mettere in crisi intere filiere produttive e migliaia di posti di lavoro. Per questo il presidente di Motus-E – associazione che riunisce aziende, università e istituzioni impegnate sulla mobilità elettrica – insiste sulla necessità di un approccio graduale, coordinato e inclusivo.
Durante il panel, che vedrà la partecipazione anche di Giorgio Gori, Veronica Pamio, Luciano De Oto e altri esperti del settore, Pressi affronterà il tema dei costi dell’energia, delle nuove tecnologie per la gestione della ricarica e della centralità della rete elettrica come infrastruttura strategica. Il suo messaggio è chiaro: senza una visione sistemica, l’elettrificazione rischia di rimanere un’utopia tecnica. Con le giuste sinergie, può invece diventare uno dei motori principali della rinascita economica europea.
Il panel non potrà evitare un riferimento all’attualità internazionale. I recenti annunci dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, che ha proposto dazi punitivi sulle auto elettriche prodotte in Europa, pongono nuove sfide alla sostenibilità del modello industriale europeo. Pressi sarà tra coloro che sottolineeranno la necessità di rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione e di accelerare gli investimenti in innovazione per non restare schiacciati nella guerra commerciale tra superpotenze.
Il contributo di Fabio Pressi al Festival del Sarà non sarà solo di livello tecnico. In una regione come il Molise, ancora poco coinvolta nei grandi processi di transizione ecologica, la sua presenza rappresenta anche un’occasione per aprire un dialogo tra centro e periferia, tra industria e cittadinanza. La mobilità del futuro, per essere davvero inclusiva, dovrà parlare anche ai territori minori, integrandoli in un disegno sostenibile e partecipato.
Con Fabio Pressi, il Festival del Sarà ribadisce la propria vocazione: non solo uno spazio di analisi, ma un laboratorio di idee, dove la cultura incontra la politica e l’impresa per disegnare insieme il domani.
Fonte: www.primonumero.it

