La prima serata del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, in programma il 18 luglio 2025 alle ore 21.00 nella suggestiva Piazza Duomo di Termoli, propone un dialogo appassionante e multidisciplinare. Il fil rouge della tappa molisana – “Incognita occidentale. Democrazia / Economia / Libertà” – viene affrontato attraverso le lenti di due giovani voci già affermate nel dibattito pubblico italiano ed europeo: Adele Rugini, filosofa sociale e politica, e Gilles Gressani, fondatore della piattaforma culturale Le Grand Continent. Due voci diverse e complementari, che contribuiranno a restituire un quadro ricco e profondo delle sfide che attendono le nuove generazioni, in un Occidente in trasformazione.
Adele Rugini, grazie alla sua formazione filosofica e all’impegno nello studio delle dinamiche sociali e politiche, porta in piazza una riflessione attenta sul ruolo dei giovani nella costruzione di una democrazia rinnovata. Per lei, l’Occidente non è una condizione acquisita, bensì una pratica da aggiornare, giorno dopo giorno, a partire dalla partecipazione civica. Nel suo intervento Rugini analizzerà come i giovani demografici (soprattutto sotto i trent’anni) vivano un senso di disaffezione istituzionale crescente, in un periodo storico in cui parole come ‘fiducia’ e ‘valori comuni’ sembrano svanire nei grandi contesti politici. Ciò che propone è un ritorno alla concretezza: assemblee cittadine, processi partecipativi locali e percorsi didattici che colleghino la scuola al territorio. L’obiettivo è fornire strumenti a chi reclama una rappresentanza più autentica e radicata nei bisogni reali.
Il suo intervento sarà incorniciato nel contesto della crisi europea – tra disoccupazione giovanile, diversità di opportunità tra Nord e Sud, e la fatica a definire percorsi di cittadinanza attiva. In un continente dove il referendum sull’eutanasia in Francia o le proteste in Spagna contro l’austerità economica hanno dimostrato quanto la gioventù aspiri a spazi reali di decisione, Rugini porta un messaggio chiaro: non si tratta di ripensare i valori dell’Occidente, ma di renderli vivibili nel presente, a partire dai più inclusivi deboli legami sociali.
A completare il quadro ci sarà la voce di Gilles Gressani, con video da Parigi, che si concentra sul piano delle idee e delle narrazioni. Nel suo intervento l’Occidente diviene un campo di battaglia intellettuale, non soltanto politico. Gressani suggerisce che la crisi occidentale nasce da una frattura tra i modelli politici e la narrazione culturale: l’Europa ha smarrito la capacità di raccontarsi con una visione prospettica, restando bloccata in schemi burocratici e tecnocratici. L’appello è a settori come la filosofia, la letteratura e il giornalismo erudito: discipline che possono ricostruire un senso comune anticipando il dibattito pubblico, anziché inseguirlo. Senza utopie, ma con visioni possibili e critiche.
In una piazza come Termoli, che ha già ospitato passaggi significativi nel corso delle precedenti tappe, il dialogo Rugini-Gressani rappresenta una combinazione tra il radicamento generazionale e la costruzione culturale dell’identità europea.
Il formato della serata, come da tradizione del Festival, è dialogico e partecipativo. Il moderatore – Antonello Barone – guiderà il confronto stimolando collegamenti tra filosofia, geopolitica, cittadinanza e democrazia. Pietra miliare della struttura del Festival: mettere in relazione mondi diversi non per imporre una visione, ma per disegnare scenari nuovi.
Rugini e Gressani porteranno a Termoli, rispettivamente, la concretezza delle nuove generazioni impegnate e la profondità intellettuale necessaria a ricostruire senso e comunità. Un contributo fondamentale per una democrazia che intendiamo non solo conservare, ma rigenerare. La serata del 18 luglio apre così un secondo capitolo della tre giorni molisana, che promette di far dialogare le idee.
Fonte: www.primonumero.it

