Quando si parla di intelligenza artificiale, l’etica rischia di essere ridotta a un optional, un ornamento buono per le presentazioni aziendali e poi dimenticato nelle scelte operative. Cecilia Celeste Danesi combatte questa deriva da anni, con gli strumenti dell’accademia e la concretezza di chi sa che le categorie etiche devono essere traducibili in criteri operativi se vogliono avere un effetto reale. Il 18 luglio parteciperà al panel “Identità e democrazia ai tempi dell’AI” dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro a Termoli.
Danesi è co-direttrice del Master in Governance Etica dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università Pontificia di Salamanca, una delle istituzioni più avanzate in Europa sul tema della regolazione etica dei sistemi algoritmici. La sua prospettiva è quella di chi lavora all’intersezione tra filosofia, diritto e tecnologia, convinta che la governance dell’AI non sia una questione tecnica ma una questione politica di primissimo ordine. L’intelligenza artificiale non nasce nel vuoto: apprende da dati prodotti da società che presentano già bias strutturali. Se questi dati riflettono disuguaglianza, discriminazione o esclusione, i sistemi tendono non solo a riprodurle, ma ad amplificarle, con una pericolosa apparenza di neutralità tecnica. Questa è la sua analisi, e non è un’analisi rassicurante.
Nel contesto dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – dedicata al tema della Supremazia, intesa come dominio tecnologico, energetico e militare; la presenza di Danesi introduce una domanda che il Festival non ha mai smesso di fare: chi decide? Chi governa le tecnologie che governano le nostre vite? La governance etica dell’AI è, in questo senso, una questione di sovranità: non diversa, nella sostanza, dalla sovranità energetica o dalla sovranità industriale di cui si discuterà il giorno successivo. Il panel del 18 luglio, con Petrolo, Krienke, Manzotti, Sharka e Colamedici, è la sede giusta per portare questa domanda e la sua urgenza davanti a un pubblico ampio.
Fonte: www.primonumero.it

