Ci sono ospiti del Festival del Sarà che tornano e il fatto che tornino dice qualcosa di importante: non solo sulla qualità del loro contributo, ma sulla continuità di un progetto culturale che costruisce conversazioni nel tempo, non si limita agli eventi singoli. Andrea Colamedici è uno di questi ospiti ricorrenti. Alla decima edizione del Festival aveva partecipato alla seconda serata affrontando il tema dell’intelligenza artificiale, portando la propria sapienza filosofica ed etica per smontare lo spauracchio dell’IA e rimontarlo in modo più utile e onesto. Nell’undicesima edizione torna, questa volta in collegamento video, nel panel “Identità e democrazia ai tempi dell’AI” del 18 luglio, a Piazza Duomo Termoli.
Filosofo, editore e saggista, Colamedici è co-fondatore di Tlon, casa editrice, scuola di filosofia, libreria teatro e factory culturale che ha costruito negli anni uno dei progetti culturali più originali del panorama italiano, mescolando cultura alta e bassa, pensiero accademico e comunicazione popolare. È direttore filosofico del Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza e del Carnevale di Putignano, presiede il Comitato Scientifico di geniaLAB, hub di ricerca transdisciplinare su intelligenza artificiale, cultura digitale e tecnologie cognitive dell’AANT. Insegna Prompt Thinking allo IED Roma e alla 24ORE Business School, e ha tenuto speech per TEDxRoma sulla filosofia dell’intelligenza artificiale e per TEDxBarletta sul rapporto tra arte e IA. Nel 2025 è stato anche assegnista di ricerca in intelligenza artificiale e sistemi di pensiero presso l’Università di Foggia: un impegno accademico che affianca senza sostituire la sua vocazione divulgativa.
La sua prospettiva sul rapporto tra mente umana e macchine è quella di chi rifiuta sia l’utopismo tecnologico che la demonizzazione. L’AI non ha intenzioni: è questa l’affermazione fondamentale da cui parte il suo lavoro, e da lì discende tutto il resto. Se le macchine non hanno intenzioni, la responsabilità di dove portano è interamente umana. Tornare al Festival del Sarà con questo tema, in un panel che include economisti, imprenditori, teologi dell’AI e filosofi del linguaggio, è la scelta giusta per chi vuole che la filosofia non stia a bordo campo ma entri nel vivo del dibattito. Colamedici lo fa con la serietà del ricercatore e la leggerezza del comunicatore: una combinazione rara che il pubblico del Festival riconosce e apprezza.
Fonte: www.primonumero.it

