Ci sono analisti geopolitici che leggono i conflitti dai dati, dai trattati e dagli equilibri di potere, e reporter che li attraversano fisicamente, respirando l’aria di luoghi che la cronaca trasforma in nomi su una mappa. Greta Cristini fa entrambe le cose e questa doppia competenza è ciò che la rende una delle voci più utili, precise e meno retoriche sul tema della guerra nell’Italia di oggi. Il 17 luglio, in collegamento video dal Libano, parteciperà al panel “Guerra e Potere” dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro a Termoli, dialogando con Manlio Graziano ed Elena Kostioukovitch attorno alla presentazione di “Come si va in guerra”.
Laureata alla Sorbona con il massimo dei voti, Cristini è stata avvocata anticorruzione negli Stati Uniti prima di rientrare in Italia dopo otto anni trascorsi tra Parigi, Bruxelles e New York. Dal marzo 2022 segue sul campo la guerra russo-ucraina con lunghe permanenze nelle aree di conflitto. Nell’ottobre 2023 ha lavorato per oltre un mese tra Israele e Territori palestinesi per raccontare la guerra in Medio Oriente, scrivendo per testate come Limes, Il Messaggero e Huffington Post e svolgendo collegamenti per trasmissioni di Rai, Mediaset, La7 e del Gruppo Gedi. Da allora opera regolarmente in Medio Oriente, in aree critiche come Israele, Palestina, Iraq, Kurdistan e Siria. Ha perfezionato la propria formazione alla Scuola di Geopolitica e di Governo della rivista Limes.
Nel giugno 2025 ha vinto il premio speciale “Opening New Ways of Journalism” nell’ambito del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, per la sua capacità di raccontare scenari complessi di attualità internazionale con chiarezza, rigore e profondità, rendendo accessibili al grande pubblico temi di geopolitica spesso riservati a un’audience specialistica. È autrice e voce del podcast “Il Grande Gioco” e curatrice della newsletter “Extrema Ratio”. Il suo secondo libro, realizzato in collaborazione con la Marina Militare, è dedicato al primo dispiegamento del Gruppo Portaerei Italiano nell’Indo-Pacifico, missione che ha seguito a bordo della portaerei Cavour nel settembre 2024: una testimonianza di prima mano su come la difesa italiana stia cercando di proiettare potenza in aree geografiche storicamente distanti dalla sua orbita.
La sua presenza nel panel del Festival del Sarà è decisiva perché Cristini porta al dialogo con Graziano e Kostioukovitch ciò che né l’analisi strutturale, né la memoria letteraria possono sostituire: la concretezza di chi ha visto, sentito, parlato con chi combatte e con chi scappa. Tre punti di osservazione profondamente diversi sulla stessa domanda: come si finisce in guerra? Una serata che promette di essere tra le più dense e necessarie dell’intera edizione.
Fonte: www.primonumero.it

