La giornata di Bergamo della XII edizione del Festival del Sarà si chiude con una domanda che riguarda direttamente il tema dell’identità europea: “Lingue, identità, destini. Europa plurale, Europa unita?”. A discuterne, alle 18.00, sarà Dario Fabbri, direttore di Domino, in dialogo con Antonello Barone.
Fabbri è analista geopolitico e direttore della rivista Domino, che dedica particolare attenzione alla geopolitica contemporanea e ai processi di trasformazione internazionale. Il suo lavoro si concentra sui rapporti di forza tra Stati, sulle dinamiche territoriali e sul modo in cui storia, identità e interessi nazionali influenzano le decisioni politiche.
Il tema dell’incontro porta la discussione su uno dei nodi più complessi del progetto europeo. L’Unione è costruita sulla cooperazione tra Stati che conservano lingue, storie, culture e interessi differenti. La questione è capire fino a che punto questa pluralità possa convivere con la necessità di assumere posizioni comuni.
Negli ultimi anni il problema è diventato più evidente. Guerra, energia, difesa e competizione economica hanno imposto all’Europa decisioni che richiedono coordinamento. Allo stesso tempo, le differenze tra Paesi membri restano profonde e riguardano anche il rapporto con gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e il Mediterraneo.
La geopolitica permette di leggere queste differenze non come semplici divergenze culturali, ma come il risultato di storie, geografie e interessi differenti. L’Europa, in questa prospettiva, è anche un insieme di comunità politiche che devono trovare un equilibrio tra appartenenza nazionale e dimensione comune.
Il confronto con Fabbri chiude così idealmente il percorso della tappa bergamasca. Dalla libertà di non dipendere alle democrazie, dalle guerre ai confini alla trasformazione dell’automotive, il Festival ha attraversato alcuni dei principali dossier che riguardano il futuro europeo.
La domanda sull’identità resta aperta. Un’Europa plurale può cercare forme più profonde di integrazione senza cancellare le proprie differenze. È proprio questa tensione, tra unità e pluralità, che il dialogo di Fabbri porta al centro dell’ultimo appuntamento della giornata.
Fonte: www.primonumero.it

