C’è un modo semplice per capire quali domande attraversano il nostro tempo: osservare i libri che occupano le vetrine e gli scaffali delle librerie.
La fotografia scattata alla Feltrinelli di Bergamo racconta proprio questo. In alto, il manifesto del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro annuncia un appuntamento dal titolo eloquente: Europa allo specchio. Sotto, le copertine dei libri degli ospiti del Festival che richiamano l’attenzione su un mondo attraversato da tensioni geopolitiche, competizioni tra potenze e interrogativi sul futuro degli equilibri internazionali.
Non è soltanto una disposizione di libri su uno scaffale. È, quasi inconsapevolmente, una fotografia delle inquietudini contemporanee.
Per molto tempo la geopolitica è sembrata una materia riservata agli specialisti, ai diplomatici e agli ambienti militari. Oggi è entrata nel linguaggio quotidiano. La guerra ai confini dell’Europa, la sicurezza energetica, la competizione tecnologica, il ritorno dei nazionalismi e il rapporto con le grandi potenze condizionano il dibattito pubblico e interrogano direttamente il futuro dei cittadini.
La libreria diventa così una piccola finestra sul mondo. Un luogo in cui le vicende internazionali non sono più soltanto notizie da scorrere sullo smartphone, ma questioni da approfondire, comprendere e discutere.
La fotografia della Feltrinelli restituisce questa idea con immediatezza. Accanto ai volumi dedicati alla geopolitica trovano spazio titoli sulla guerra, sulla polarizzazione politica, sulla leadership e sulla transizione ecologica. Temi diversi, ma legati da una questione comune: quale società vogliamo costruire e quali strumenti abbiamo per affrontare le trasformazioni che ci attendono?
La geopolitica, in fondo, non riguarda soltanto i confini sulle carte. Riguarda l’energia che utilizziamo, le tecnologie da cui dipendiamo, le libertà che consideriamo irrinunciabili e le scelte collettive che determineranno il nostro domani.

