La transizione verso la mobilità elettrica viene spesso raccontata attraverso automobili, batterie e nuove tecnologie. Ma dietro la diffusione dei veicoli elettrici c’è un’infrastruttura altrettanto importante: la rete di ricarica. È questo uno dei temi che Fabio Pressi porta alla prima tappa bergamasca della XII edizione del Festival del Sarà, nel panel “Automotive Europa, 2027 l’anno delle scelte”.
Pressi è amministratore delegato di A2A E-Mobility e dal maggio 2026 è stato rinnovato nel ruolo di presidente di Motus-E, associazione che riunisce imprese e soggetti impegnati nello sviluppo della mobilità elettrica in Italia. Il suo percorso professionale è legato da circa vent’anni alle tecnologie per la mobilità.
Il suo punto di osservazione consente di affrontare la transizione dal lato dell’infrastruttura e dei servizi. La crescita dell’auto elettrica richiede infatti non soltanto nuovi modelli, ma una rete capillare, affidabile e accessibile di ricarica.
Il tema assume una dimensione europea. Le politiche di decarbonizzazione dei trasporti incidono sulle scelte dei consumatori e delle imprese, ma anche sulla pianificazione energetica. L’aumento dei veicoli elettrici porta con sé una maggiore integrazione tra mobilità e sistema elettrico.
Per l’Italia la questione riguarda anche i tempi e le modalità con cui si sviluppa la rete. La disponibilità di punti di ricarica, la distribuzione territoriale e l’integrazione con le reti energetiche diventano fattori che possono accompagnare o rallentare la trasformazione.
Il confronto con Vavassori e Maschi permette quindi di affrontare l’automotive da tre prospettive complementari: industria, infrastrutture e progettazione dell’esperienza. Una combinazione che riflette la complessità della transizione in corso.
Nel quadro del Festival del Sarà, il tema dell’auto diventa così un caso concreto per osservare una trasformazione più ampia: quella di un’Europa chiamata a conciliare obiettivi ambientali, competitività industriale, innovazione tecnologica e sicurezza energetica.
Fonte: www.primonumero.it

