La trasformazione dell’automobile non riguarda soltanto il motore. Cambiano i servizi, le infrastrutture, l’esperienza degli utenti e il modo stesso nel quale le persone si muovono nelle città. È da questa prospettiva che Simona Maschi partecipa alla prima tappa della XII edizione del Festival del Sarà, nel panel delle 17.00 “Automotive Europa, 2027 l’anno delle scelte”.
Co-fondatrice e direttrice del Copenhagen Institute of Interaction Design, Maschi lavora da anni nell’ambito del service design e dello scenario design. Il CIID, che ospita la tappa bergamasca del Festival nel Monastero di Astino, sviluppa attività di ricerca, formazione e progettazione dedicate all’innovazione e ai sistemi complessi.
La sua esperienza porta nel dibattito sull’automotive un punto di vista diverso da quello strettamente industriale. Se l’auto cambia, cambia anche il rapporto tra tecnologia e utente. E cambiano le domande alle quali progettisti e imprese devono rispondere.
L’elettrificazione è solo una parte di questa trasformazione. La crescita dei sistemi digitali, la connettività, i servizi di mobilità condivisa e l’integrazione con le infrastrutture urbane stanno modificando l’esperienza del viaggio. Il veicolo diventa progressivamente parte di un sistema più ampio.
Per l’Europa questo significa affrontare la transizione anche dal punto di vista delle competenze e dei processi di progettazione. Non basta introdurre una nuova tecnologia: occorre capire come verrà utilizzata, da chi e in quale contesto.
Il contributo di Maschi al panel dialoga così con quello degli altri protagonisti dell’incontro, mettendo in relazione la trasformazione industriale con quella sociale e culturale. È una prospettiva particolarmente coerente con il luogo che ospita il Festival, il CIID, centro internazionale dedicato proprio alla progettazione di sistemi e servizi.
Nel quadro generale di “Europa allo specchio”, il suo intervento aggiunge una domanda essenziale: come si progetta il futuro quando cambiano contemporaneamente tecnologia, industria, ambiente e comportamenti? Nel caso dell’automotive, la risposta riguarda tanto le imprese quanto le persone che useranno i nuovi sistemi di mobilità.
Fonte: www.primonumero.it

