L’industria automobilistica è uno dei settori nei quali la trasformazione europea è più evidente. Elettrificazione, software, batterie, nuove regole sulle emissioni, concorrenza internazionale e disponibilità di materie prime stanno modificando un comparto che per decenni ha rappresentato una parte importante dell’economia continentale.
È questo il contesto nel quale si inserisce l’intervento di Roberto Vavassori alla prima tappa bergamasca della XII edizione del Festival del Sarà. Alle 17.00, nel panel “Automotive Europa, 2027 l’anno delle scelte”, Vavassori dialogherà con Simona Maschi e Fabio Pressi, con la moderazione di Antonello Barone.
Vavassori è presidente di ANFIA, l’associazione che rappresenta la filiera italiana dell’automotive, e Chief Public Affairs Officer e membro del consiglio di amministrazione di Brembo. Ha inoltre ricoperto ruoli di responsabilità nel settore della componentistica e della rappresentanza industriale europea.
Il tema del panel porta direttamente al centro della discussione il futuro della mobilità europea. Il 2027 viene indicato come un anno nel quale le scelte industriali e regolatorie dovranno confrontarsi con una trasformazione già in corso.
La competizione non riguarda più soltanto la qualità dell’automobile. Si gioca sulla capacità di sviluppare batterie, semiconduttori, software e sistemi elettronici, oltre che sulla disponibilità di energia a costi competitivi. La Cina ha acquisito un ruolo centrale nella produzione di batterie e veicoli elettrici, mentre l’Europa deve misurarsi con la necessità di mantenere una base industriale significativa.
Per l’Italia il tema è particolarmente rilevante perché la filiera automobilistica coinvolge una rete ampia di imprese e competenze. Le decisioni europee sulla transizione energetica hanno quindi ricadute industriali e occupazionali che vanno oltre i costruttori.
Il contributo di Vavassori si colloca proprio in questo punto di intersezione tra industria, istituzioni e politica europea. Il confronto di Bergamo permette di leggere l’automotive non soltanto come un settore economico, ma come uno dei terreni sui quali si misura la capacità dell’Europa di governare la propria trasformazione industriale.
È un altro tassello del tema “Europa allo specchio”: capire quale ruolo il continente vuole mantenere nelle filiere globali mentre cambiano tecnologia, energia e modelli produttivi.
Fonte: www.primonumero.it

