La sicurezza di un Paese non dipende soltanto dalla capacità delle proprie forze armate. In un’economia interconnessa, riguarda anche la disponibilità di farmaci, tecnologie, energia, infrastrutture e competenze. È questa una delle prospettive che attraversa il contributo di Gianluca Ansalone al panel “Le guerre ai confini. Europa e nuovi conflitti”, in programma alle 16.00 nella prima tappa bergamasca della XII edizione del Festival del Sarà.
Ansalone è Head of Public Affairs & Sustainability di Novartis Italia e docente di Geopolitica, Strategia e Public Affairs presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. In precedenza ha lavorato in diverse istituzioni italiane, tra cui la Presidenza della Repubblica, il Senato e la Presidenza del Consiglio.
Il suo percorso si colloca dunque all’incrocio tra istituzioni, geopolitica e grandi organizzazioni. Un punto di osservazione utile per affrontare la sicurezza in una prospettiva che supera il perimetro strettamente militare.
Gli ultimi anni hanno mostrato quanto le crisi internazionali possano incidere su settori apparentemente lontani dalla politica estera. La pandemia ha evidenziato la fragilità di alcune catene di approvvigionamento; la guerra in Ucraina ha riportato in primo piano energia e materie prime; le tensioni internazionali hanno reso più evidente il tema della dipendenza europea da fornitori esterni.
Per l’industria farmaceutica, come per altri comparti strategici, la questione riguarda la capacità di garantire continuità produttiva e accesso alle risorse. È una dimensione della sicurezza che riguarda direttamente cittadini, imprese e istituzioni.
Il confronto di Bergamo offre quindi l’occasione per allargare il concetto di difesa. La sicurezza europea passa anche dalla capacità di conoscere le proprie dipendenze, diversificare le fonti e costruire filiere resilienti.
In questo quadro, l’esperienza di Ansalone consente di collegare la geopolitica alle decisioni che vengono prese quotidianamente nelle organizzazioni e nelle istituzioni. Un collegamento coerente con il tema generale del Festival: osservare l’Europa non soltanto attraverso le grandi crisi internazionali, ma anche attraverso le trasformazioni economiche e sociali che quelle crisi producono.
Fonte: www.primonumero.it

