La guerra contemporanea non si combatte più soltanto sul campo di battaglia. Tecnologia, droni, intelligence, informazione e infrastrutture sono diventati componenti di uno stesso sistema. È su questa trasformazione che si concentra il contributo di Gianluca Di Feo alla prima tappa della XII edizione del Festival del Sarà, nel panel “Le guerre ai confini. Europa e nuovi conflitti”, alle 16.00.
Giornalista di lungo corso, Di Feo ha seguito per anni i principali dossier legati alla difesa e alla sicurezza internazionale. La sua attività giornalistica ha attraversato le guerre nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq e, più recentemente, il conflitto in Ucraina e gli scenari mediorientali.
Il suo lavoro permette di osservare la guerra attraverso l’evoluzione degli strumenti e delle strategie. Le esperienze recenti hanno mostrato quanto siano diventati centrali sistemi senza pilota, capacità di sorveglianza, guerra elettronica e difesa aerea, mentre la dimensione informativa accompagna ormai ogni fase del conflitto.
Per l’Europa la questione è particolarmente rilevante. La guerra in Ucraina ha riportato la difesa al centro delle politiche continentali e ha aperto una discussione sulla capacità europea di produrre sistemi d’arma, munizioni e tecnologie militari, ma anche sulla propria autonomia rispetto agli alleati.
Il titolo del panel collega esplicitamente guerre e nuovi conflitti ai confini dell’Europa. La distanza geografica non coincide più con la distanza strategica: un attacco alle infrastrutture, una campagna di disinformazione o una crisi energetica possono produrre effetti anche lontano dal teatro militare.
Nel confronto di Bergamo, Di Feo porta quindi uno sguardo giornalistico costruito attraverso anni di osservazione dei conflitti. La sua presenza permette di mettere a fuoco una domanda centrale per l’Europa: quali strumenti servono per affrontare una sicurezza che non può più essere separata dalla tecnologia, dall’industria e dalla capacità di leggere tempestivamente i cambiamenti internazionali.
È una domanda che attraversa l’intera XII edizione del Festival del Sarà e che, nella tappa bergamasca, trova nella discussione sulle guerre ai confini uno dei suoi punti più concreti.
Fonte: www.primonumero.it

