Tra i protagonisti della giornata conclusiva della decima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, in programma il 20 luglio 2025 a Termoli, c’è anche Stefano Cappellini, vicedirettore de la Repubblica e uno dei commentatori politici più affilati del panorama giornalistico italiano. La sua partecipazione si inserisce nel ricco programma della serata finale in Piazza Duomo, dedicata al tema ‘Incognita Occidentale. Democrazia / Economia / Libertà’.
Con il suo stile diretto, analitico e spesso senza concessioni al compromesso, Cappellini è da anni un punto di riferimento per chi cerca una lettura lucida e critica della politica italiana e delle sue dinamiche di potere. Nei suoi editoriali quotidiani, affronta i nodi centrali della vita pubblica con rigore e intelligenza, mettendo in luce contraddizioni, retoriche vuote e pericolose derive populiste, con una voce che non teme l’impopolarità quando si tratta di difendere valori democratici e istituzioni repubblicane.
Proprio questa cifra lo rende un interlocutore ideale per un evento come il Festival del Sarà, che da dieci anni porta sulle piazze italiane un confronto aperto, civile e intergenerazionale sui grandi temi del presente e del futuro. In un’epoca in cui la fiducia nell’informazione è in crisi, e dove il dibattito pubblico rischia di appiattirsi sulle logiche dei social e delle narrazioni tossiche, il contributo di una voce indipendente e preparata come quella di Cappellini assume un valore ancora maggiore.
Nel contesto dell’Incognita occidentale, la riflessione di Cappellini si muoverà probabilmente attorno a un interrogativo sempre più pressante: che ruolo ha oggi il giornalismo nella tenuta delle democrazie liberali? Quali sfide deve affrontare la stampa quando il potere non si esprime più solo nei palazzi, ma anche nei server, negli algoritmi, nelle strategie di comunicazione digitale?
Il giornalismo politico – quello che Cappellini incarna con coerenza – è chiamato oggi a un compito difficile: rimanere vigile e informato, senza diventare cinico o disilluso. Ed è proprio questa tensione che lo rende interessante per un pubblico giovane e critico, come quello del Festival del Sarà. Il suo intervento, accanto ad altre figure provenienti dal mondo della cultura, dell’università, del giornalismo e delle istituzioni, contribuirà a disegnare un quadro complesso ma necessario del nostro tempo.
In una società occidentale segnata da trasformazioni profonde, dalla guerra in Ucraina al cambiamento climatico, dalle crisi migratorie alle sfide dell’intelligenza artificiale, la capacità di raccontare il potere – e di smascherarlo quando serve – resta un pilastro della vita democratica. Cappellini, con la sua scrittura acuta e puntuale, è uno degli ultimi eredi autentici di questa missione.
A Termoli, nel cuore dell’estate molisana, il Festival del Sarà offrirà al pubblico l’occasione rara di ascoltare dal vivo una delle voci più credibili del giornalismo italiano. Un momento per capire dove stiamo andando come Paese, e che strumenti culturali abbiamo per restare liberi.
Fonte: www.primonumero.it

