La serata del 18 luglio 2025, che inaugura la tappa di Termoli della decima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, si apre con un momento chiave: la presentazione dell’indagine ‘Gli italiani e l’Occidente’ a cura di Lorenzo Pregliasco, fondatore e partner di YouTrend. In un contesto in cui l’identità occidentale è sempre più posta sotto interrogativo – tra crisi democratiche, transizioni economiche e nuove sfide globali – l’intervento di Pregliasco porta numeri e tendenze a supporto del dibattito culturale.
YouTrend è oggi una delle realtà più affidabili nel campo dell’analisi elettorale, dell’opinione pubblica e della sociologia politica. Ma quella che Pregliasco presenta a Termoli non è una semplice fotografia statistica. È un’indagine di senso. L’obiettivo è capire se l’Occidente, nel suo significato culturale e politico, sia ancora riconosciuto come casa comune dagli italiani oppure se il concetto stesso risulti sfocato, distorto o addirittura rifiutato.
La ricerca – anticipata nelle tappe di Roma e Bologna del Festival e ripresa dai media nazionali, tra gli altri Repubblica – analizza l’evoluzione dei sentimenti collettivi rispetto ai grandi pilastri dell’Occidente: la democrazia rappresentativa, l’economia di mercato, le libertà individuali. Questi valori, apparentemente consolidati, sono oggi sottoposti a pressioni interne (disuguaglianze, crisi del lavoro, polarizzazione politica) e a sollecitazioni esterne (conflitti geopolitici, sfide climatiche, nuovi autoritarismi).
Pregliasco, noto per la sua capacità di rendere accessibile anche l’analisi più tecnica, presenterà un racconto in tre atti: identità, fiducia, partecipazione. A partire da questi assi si misurano le percezioni degli italiani: quanto sentono di appartenere al progetto occidentale? In che misura considerano le istituzioni internazionali (UE, NATO, ONU) come affidabili? E ancora: la democrazia è vista come strumento efficace o come forma svuotata?
Il cuore del suo contributo riguarda proprio questo: non c’è rigetto dell’Occidente, ma una crescente domanda di riformulazione. Le giovani generazioni, in particolare, mostrano un orientamento più critico ma non per questo cinico. Richiedono coerenza, efficacia, equità. Pregliasco mostrerà come esista un’area grigia dell’opinione pubblica – né nostalgica, né rivoluzionaria – che cerca alternative dentro i confini della tradizione democratica, ma con un linguaggio nuovo e una grammatica aggiornata.
Nel quadro europeo, i dati italiani mostrano elementi in comune con quelli di altri Paesi dell’Europa meridionale, ma anche specificità legate alla nostra storia istituzionale e al recente ciclo politico. La sfida, suggerisce Pregliasco, non è tornare a una narrazione idealizzata dell’Occidente, ma riconoscerne le fragilità per costruire un futuro condiviso.
Il format del Festival consente a questo momento di analisi di non restare isolato: l’intervento di Pregliasco sarà inserito in apertura, come cornice interpretativa per i successivi dibattiti, e fornirà ai relatori e al pubblico strumenti concreti per comprendere il senso delle parole che seguiranno. Non è un caso che il suo intervento preceda quelli di personalità istituzionali come il generale Carmine Masiello o l’ambasciatore Piero Benassi: la sociologia incontra la geopolitica, la statistica accompagna la filosofia.
Il contributo di Lorenzo Pregliasco si configura quindi come essenziale per comprendere il clima culturale del nostro tempo. In un’epoca in cui si parla spesso di ‘crisi dell’Occidente’, senza però interrogarne le radici popolari, questa ricerca getta luce sulla realtà concreta delle opinioni italiane. Non solo interpretare il presente, ma contribuire a orientare il futuro: è questo, da sempre, il senso più profondo del Festival del Sarà.
Fonte: www.primonumero.it

