Direttrice di Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, presidente di Longanesi. Prima donna a dirigere La Nazione nei suoi 160 anni di storia. Ha costruito la sua carriera sulla cronaca del reale, e porta al panel sulla guerra cambiata la voce di chi deve raccontarla ogni giorno ai lettori del territorio.
Agnese Pini ha capito che voleva fare la giornalista a sedici anni, guardando in televisione il crollo delle Torri Gemelle. Non per i fatti, che chiunque poteva vedere,ma per le parole con cui Oriana Fallaci, Enzo Biagi, Tiziano Terzani e Dacia Maraini stavano cercando di dare senso a quello che era successo. Quella rivelazione,che il giornalismo non è solo resoconto, ma anche interpretazione e responsabilità, ha guidato la sua intera carriera.
Nata a Carrara nel 1985, si è laureata in Lettere con il massimo dei voti all’Università di Pisa, poi alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi di Milano. Ha fatto cronaca nera e giudiziaria per anni, il banco di prova più duro del giornalismo quotidiano. A 34 anni è diventata direttrice di La Nazione, prima donna in 160 anni di storia del quotidiano fiorentino. Nel 2022 le è stata affidata la direzione dell’intero Quotidiano Nazionale — la rete che comprende La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino, diventando così la direttrice del più grande network di stampa locale italiana. Nel 2025 è stata nominata presidente della casa editrice Longanesi. Ha pubblicato due libri: ‘Un autunno d’agosto’ (2023), sulla memoria di un eccidio nazifascista nella sua famiglia, e ‘La verità è un fuoco’ (2025). Forbes l’ha inserita tra le 100 donne italiane di successo.
Al panel sulla guerra cambiata, Pini porta la prospettiva di chi deve raccontare i conflitti, e le loro conseguenze, a lettori del territorio che non sono analisti di sicurezza, ma persone comuni che cercano di capire perché il costo della bolletta è aumentato, perché ci sono truppe che si spostano nel cuore dell’Europa, perché la fabbrica del loro paese produce sempre più componenti dual use. Il suo confronto con Alessandro Arduino, Silvia Sciorilli Borrelli, Antonello De Oto e Massimiliano Panarari promette di essere uno dei momenti più concreti e accessibili dell’intera giornata.
Fonte: www.primonumero.it

