Presidente dell’Osservatorio Riparte l’Italia, uno dei laboratori di analisi del pensiero economico e sociale più attivi del panorama italiano. Porta alla giornata bolognese la voce di chi misura il Paese per capire dove sta andando.a per la sua bellezza e il suo valore simbolico di luogo del sapere. rappresenta con rara eleganza.
L’Osservatorio Riparte l’Italia nasce in un momento preciso: la crisi pandemica del 2020, quando l’incertezza era totale e le decisioni pubbliche si dovevano prendere con informazioni incomplete e in tempi brevissimi. Da allora ha costruito una rete di analisi che incrocia dati economici, intenzioni di voto, percezione della qualità della vita e fiducia nelle istituzioni, cercando di offrire ai decisori politici e all’opinione pubblica strumenti per capire dove si trova davvero l’Italia, con le sue aspettative, le sue paure e le speranze concrete delle persone.
Luigi Balestra guida questa piattaforma con un approccio che fonde rigore analitico e sensibilità verso le trasformazioni sociali di lungo periodo. La sua presenza ai saluti della tappa bolognese non è protocollare: è il riconoscimento che il Festival del Sarà – Dialoghi sul Futuro ha costruito in undici anni una credibilità istituzionale che va oltre il semplice format culturale. È uno spazio in cui la riflessione sul futuro è fondata su dati, non su narrazioni di comodo.
La tappa bolognese, in particolare, si svolge in una cornice significativa per chi si occupa di economia reale: l’Emilia-Romagna è la regione italiana con la maggiore densità di industria manifatturiera ad alto valore aggiunto, e quella che più direttamente è esposta alle trasformazioni dell’ecosistema automotive. Le domande che porterà il pomeriggio — su guerra, democrazia, tecnologia, mobilità elettrica — non sono astratte per chi vive e lavora in questa regione. Sono questioni di sopravvivenza industriale e sociale.
Fonte: www.primonumero.it

