Sindaco di Bologna. La città che ospita la più antica università del mondo, una delle scuole di business più internazionali d’Europa e uno dei centri di ricerca più avanzati d’Italia è il palcoscenico giusto per un festival che interroga il futuro con rigore e ambizione.
Ci sono città in cui il futuro si pensa e città in cui il futuro si costruisce. Bologna aspira a essere entrambe le cose. Città universitaria per eccellenza, la sua università fu fondata nel 1088 e non ha smesso da allora di attrarre menti da tutto il mondo, è anche una città manifatturiera, un hub logistico, un centro di ricerca in settori che vanno dall’aerospazio alla meccanica di precisione all’agroalimentare. E oggi è anche la città che vuole candidarsi come Capitale Europea della Cultura 2033, la stessa candidatura in cui è coinvolta anche la Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino, partner del Festival del Sarà.
Matteo Lepore guida Bologna con la consapevolezza che i cambiamenti globali che il Festival del Sarà mette al centro,la riconfigurazione degli equilibri di potere, la trasformazione tecnologica, la transizione energetica, non sono temi astratti per una città come la sua. L’Università di Bologna forma ogni anno decine di migliaia di giovani che dovranno trovare il loro posto in un’economia globale trasformata. La Bologna Business School ospita Alec Ross,uno degli ospiti principali della giornata. Le imprese del territorio sono esposte direttamente alle turbolenze delle supply chain globali.
La presenza del sindaco ai saluti della giornata è il segnale che il Festival del Sarà non è ospitato a Bologna per ragioni di calendario, ma perché c’è una convergenza tra le domande che il festival pone e le sfide che la città affronta ogni giorno. Una convergenza che la Biblioteca di San Giorgio in Poggiale. sede scelta per la sua bellezza e il suo valore simbolico di luogo del sapere. rappresenta con rara eleganza.
Fonte: www.primonumero.it

