Presidente della Regione Emilia-Romagna. L’ex sindaco di Ravenna porta alla giornata bolognese la prospettiva di chi governa il territorio che forse più di ogni altro in Italia deve fare i conti con la trasformazione dell’automotive, la riconversione energetica e la competizione globale.
Quando si parla di automotive e dual use in Italia, il confine tra astrazione e realtà concreta passa per l’Emilia-Romagna. La Motor Valley, Maranello, Modena, Imola, Sant’Agata Bolognese, Faenza, non è solo un brand di lusso globale: è un sistema produttivo che impiega decine di migliaia di persone e che si trova oggi di fronte a una scelta esistenziale. L’elettrificazione dei veicoli non è solo una sfida tecnologica: è una sfida di policy industriale, di formazione della forza lavoro, di riposizionamento competitivo in catene del valore globali che si stanno ridisegnando sotto la pressione cinese.
Michele de Pascale conosce questa sfida dall’interno. Prima come sindaco di Ravenna, una città che è anche un porto, un hub energetico e un centro di raffinazione e ora come Presidente della Regione Emilia-Romagna, governa un territorio che produce una quota sproporzionata del PIL manifatturiero italiano e che ha costruito la sua prosperità su una capacità di adattamento continua. La sua presenza ai saluti della tappa bolognese pone una domanda precisa: cosa può fare un governo regionale per accompagnare questa transizione, in un contesto in cui le decisioni strategiche vengono prese a Bruxelles, Washington e Pechino?
Il dialogo implicito tra de Pascale e i panel del pomeriggio,sulla guerra cambiata, sulla democrazia sotto pressione imperiale, sulla filiera automotive in trasformazione, è quello tra chi governa i territori concreti dove le grandi trasformazioni globali si materializzano in posti di lavoro creati o distrutti, in infrastrutture da costruire o smantellare, in scelte di politica industriale che possono fare la differenza tra declino e rilancio.
Fonte: www.primonumero.it

