EO e Presidente di A2A E-Mobility, Presidente di Motus-E, docente LUISS Business School. Ingegnere elettronico torinese, ha guidato Infoblu e Telepass nel percorso di trasformazione digitale. Porta al panel la visione di chi costruisce le infrastrutture di ricarica che determinano il successo o il fallimento della transizione elettrica.
La domanda che tiene sveglie le notti di chi lavora nell’industria della mobilità elettrica italiana non è se l’auto elettrica è meglio di quella a combustione interna. È se l’Italia riuscirà ad avere le infrastrutture di ricarica necessarie, alla velocità necessaria, per accompagnare la transizione senza perdere quote di mercato, senza creare nuove disuguaglianze tra aree urbane e rurali, senza lasciare indietro le fasce di popolazione che non possono permettersi un’automobile nuova.
Fabio Pressi conosce questa sfida dall’interno di una delle posizioni più strategiche del sistema. Nato a Torino nel 1966, ingegnere elettronico del Politecnico di Torino, ha costruito una carriera che ha attraversato tre rivoluzioni: prima i big data applicati alla mobilità (come CEO di Infoblu, la società del Gruppo Atlantia), poi la trasformazione digitale dei sistemi di pagamento (come Chief Data Officer di Telepass), infine la mobilità elettrica come infrastruttura (come CEO e Presidente di A2A E-Mobility, dal 2021). Da marzo 2024 è Presidente di Motus-E, l’associazione italiana che riunisce oltre 100 operatori dell’intera catena del valore dell’e-mobility.
La sua tesi, che ha espresso con chiarezza in occasioni pubbliche è che la mobilità elettrica non può essere affrontata come se fosse una scelta ideologica o un mercato che si regola da solo: richiede una politica industriale, investimenti pubblici in infrastrutture, regole che garantiscano l’interoperabilità tra sistemi di ricarica diversi, e una narrativa pubblica che smetta di alimentare lo scetticismo basato sulla disinformazione. Porta anche la dimensione del dual use: le tecnologie sviluppate per la mobilità elettrica civile hanno applicazioni nel settore della difesa e della sicurezza che diventano sempre più rilevanti in un’Europa che riarmirsi e contemporaneamente decarbonizzarsi.
Nel panel bolognese, il dialogo con la ricerca di Pregliasco, con Roberto Vavassori, che porta la voce delle imprese della filiera e la sua visione strategica come Presidente ANFIA e con Bruno Perez Almansi che porta la ricerca scientifica sulla filiera, promette di essere il momento più concreto e meno ideologico del dibattito italiano sulla transizione energetica dei trasporti.
Fonte: www.primonumero.it

