Professore associato di Sociologia della comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia, editorialista di La Stampa, consulente di comunicazione politica. Autore di ‘L’egemonia sottoculturale’ (Einaudi, 2010) e ‘Poteri e Informazione’ (Mondadori Education, 2017). Porta al panel la sua specialità: come le narrazioni politiche vengono costruite e consumate, anche in tempo di guerra.
Massimiliano Panarari ha dedicato una parte significativa della sua carriera accademica a una domanda che sembrava quasi filosofica quando ha iniziato a porla, e che oggi è diventata di bruciante attualità: come si costruisce il consenso in una democrazia in cui l’informazione è frammentata, polarizzata e, sempre più spesso, manipolata? Il suo libro ‘L’egemonia sottoculturale’ (Einaudi, 2010) analizzava come Berlusconi avesse costruito il suo potere attraverso la televisione e la cultura di massa. Oggi, con l’intelligenza artificiale generativa che produce narrazioni di guerra indistinguibili dalle notizie reali, quella domanda ha acquisito una dimensione che nessuno poteva prevedere.
Professore associato di Sociologia della comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia,una delle università dell’Emilia-Romagna che ospita la tappa bolognese del Festival, Panarari insegna anche alla LUISS di Roma e ha collaborato con la Bocconi. Editorialista di La Stampa, collabora con L’Espresso e il Venerdì di Repubblica. È autore di numerosi libri sull’evoluzione del sistema politico-comunicativo italiano, tra cui ‘Poteri e Informazione. Teorie della comunicazione e storia della manipolazione politica in Italia 1850-1930’ (Mondadori Education, 2017).
Al panel sul libro di Arduino, Panarari porta la domanda della comunicazione della guerra: come le narrazioni dei conflitti vengono costruite da governi, media e algoritmi; come la disinformazione si intreccia con le operazioni militari; come i cittadini possono orientarsi in un ecosistema informativo saturo di contenuti, alcuni autentici, molti manipolati, alcuni prodotti dall’intelligenza artificiale, su eventi che si svolgono a migliaia di chilometri di distanza ma che hanno conseguenze dirette sulle loro vite. In dialogo con Arduino, De Oto, Pini e Sciorilli Borrelli, costruisce il quadro completo di una guerra che si combatte su tutti i fronti: fisico, giuridico, economico, narrativo.
Fonte: www.primonumero.it

