Professore ordinario di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica di Milano, Accademico dei Lincei, Direttore dell’ASERI, Capitano di Fregata della Marina Militare in riserva. Con ‘Contro gli imperi’ (Bompiani, 2026) pone la domanda più scomoda del momento: l’America di Trump ha abbandonato le democrazie liberali al loro destino?
C’è una metafora che Vittorio Emanuele Parsi usa nel suo ultimo libro per descrivere il momento che stiamo vivendo. Viene da Randall Schweller, politologo americano: c’era un leone che vegliava sulla foresta, garantendo un ordine, imperfetto, squilibrato, ma comunque un ordine. Quel leone si è trasformato in un lupo affamato. E in un mondo di lupi, gli agnelli che ancora credono nella democrazia liberale si trovano esposti senza protezione.
Il paradosso,e Parsi lo articola con lucidità e senza sconti, è che a trasformarsi in lupo non è stato Putin, né Xi Jinping: lo si aspettava. È stata l’America di Donald Trump. La potenza che aveva costruito l’ordine liberale internazionale, che aveva creato le istituzioni multilaterali, che aveva garantito la sicurezza dell’Europa per ottant’anni, ha deciso di abbandonare quel ruolo. Il primo ministro canadese lo ha detto con parole che Parsi cita come emblematiche: quella in atto non è una transizione, è una rottura.
Parsi è nato a Torino nel 1961, si è laureato in Scienze Politiche alla Cattolica, ha insegnato in università da Princeton a Georgetown, da Oxford a Novosibirsk. Oggi è professore ordinario di Relazioni Internazionali alla Cattolica di Milano, dove dirige l’ASERI – Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali. È editorialista del Sole 24 Ore e Avvenire. È Accademico dei Lincei. È anche, con una incongruità che racconta qualcosa della complessità della sua persona, Capitano di Fregata della Marina Militare in riserva, un uomo che crede nel primato del diritto internazionale e che sa anche cosa significa la forza militare.
‘Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale’ (Bompiani, 2026) non è un saggio di resa. È un appello alla lucidità: capire quello che sta succedendo, smettere di illudersi che l’ordine liberale si difenda da solo, e costruire una risposta europea che non sia né dipendenza assoluta dagli USA né capitolazione di fronte alle autocrazie. A Bologna, in dialogo con Antonello Barone, Parsi porterà questa riflessione in un contesto, l’Emilia-Romagna, il cuore produttivo dell’Italia europea, in cui le implicazioni concrete della questione sono immediatamente visibili: sicurezza, industria, democrazia, energia.
Fonte: www.primonumero.it

